La sezione autonoma e parallela della Mostra si fa interprete della dicotomia fra cinema d’autore e cinema destinato al grande pubblico.

Dal 2 al 12 settembre Venezia ospita, da 41edizioni a questa parte, la Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani (Sncci). 

Cristiana Paternò, presidente Sncci, sottolinea l’indispensabilità della SIC, interprete della “dicotomia tra cinema d’autore e cinema grand public”. Scrive: “Il cinema mondiale sta vivendo da alcuni anni una fase di rapida e radicale trasformazione. Da una parte film sempre più “grandi”, elaborati dal punto di vista tecnologico (…), anche per l’intervento dell’Intelligenza Artificiale. Dall’altra, film “piccoli”, realizzati da cineasti che fanno della sperimentazione il proprio lasciapassare (…). Oggi è più che mai delicato e vitale l’equilibrio tra questi mondi”. Di cui la SIC si fa portavoce, incentivando la scoperta di linguaggi e modi di narrazione, “anche per quanto riguarda il cinema italiano”.

Sono italiani, per esempio, i due eventi speciali. Quello di apertura è Il Grande Giaffa di Marco Santi, di chiusura è Rider di Roan Johnson e Davide Pavanello. Così come, nella selezione 2026 – composta da sette opere prime in concorso, oltre ai due eventi speciali, tutti presentati in anteprima mondiale – non manca una produzione di casa nostra, anche se in cordata con la Francia: Prima della guerra di Tommaso Usberti. 

Gli altri titoli in competizione sono i colombiani The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas e Meteorite di Sebastián Múnera; il tunisino, The H@llow Man di Kamel Laaridhi; il brasiliano London (nella foto) di Márcio Picoli e Victor Di Marco; la coproduzione India/Regno Unito/Grecia Our Share of Sand di Sha lini Adnani; e il cinese Zoom In, Zoom Out di Dong Jie.