Cinque i film in competizione alla Mostra: sono gli ultimi lavori di Nanni Moretti, Edoardo De Angelis, Marco Bechis, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli. Li presenta Alberto Barbera.

«Dalla selezione di quest’anno esce rafforzata l’idea del cinema come strumento di conoscenza del reale: il cinema è il linguaggio più potente che esista». Con queste parole Alberto Barbera, direttore artistico della Biennale Cinema, presenta l’edizione 83 della Mostra di Venezia, al Lido dal 2 al 12 settembre. «Il cinema è in grado di rigenerare se stesso», ribadisce. 

E lo dimostra la vitalità del cinema italiano, che partecipa al Concorso con cinque titoli. Li guida un Nanni Moretti sui generis, che torna al Lido con Succederà questa notte, dopo un’assenza di quasi quarant’anni. «Per la prima volta dirige un film d’amore, senza dimensione politica», rivela Barbera. La coppia di protagonisti è formata da Louis Garrel e Jasmine Trinca (nella foto). 

Quest’ultima è l’interprete femminile anche de L’estranea, lungometraggio dell’emergente Paolo Strippoli, regista che conferma la sua passione per il cinema di genere: pur mantenendo elementi horror, fa però un salto di qualità rispetto ai lavori precedenti. 

Nel cast c’è Adriano Giannini, protagonista anche di Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che arriva ventisette anni dopo Garage Olimpo, il film in cui raccontò il dramma dei detenuti rinchiusi nel centro di detenzione clandestino durante la dittatura.

Un altro ritorno in laguna è quello di Edoardo De Angelis. È in Concorso con Il fuoco che ti porti dentro, adattamento del romanzo di Antonio Franchini. «Un grande successo letterario dello scorso anno», sottolinea Barbera, che aggiunge: «Vanessa Scalera offre un’interpretazione impressionante, dando vita al ritratto, ironico e amaro, di una madre ostile».

Infine, Andrea Pallaoro porta a Venezia The Echo Chamber, tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, che il regista non riuscì mai a realizzare. «È un testo autobiografico, nel quale affiora la sofferenza degli ultimi anni della sua vita. Ma è anche un film di Pallaoro, che rielabora la sceneggiatura secondo la propria sensibilità».