Le major disertano il Lido, ma Barbera assicura: «Non è un fuga dai festival, semplicemente molti film non sono pronti»

Registi autorevoli e importanti – Danny Boyle, Werner Herzog, Cédric Kahn, Hirokazu Kore’eda – non mancano neanche quest’anno nel concorso dell’83esima edizione della Mostra del Cinema. Salta agli occhi, però, l’assenza delle grandi produzioni hollywoodiane, dei blockbuster, dei kolossal, che nel passato più o meno recente hanno avuto Venezia come vetrina privilegiata e rampa di lancio, spesso correndo (e talvolta vincendo) anche per gli Oscar. 

Commentando la ridotta presenza delle major di Hollywood al Lido, il direttore artistico Alberto Barbera ha spiegato che l’assenza dipende da una fase di profonda crisi, stallo e ridefinizione strutturale che attraversa gli studios americani, i quali faticano a produrre o a finalizzare in tempo i titoli d’autore tradizionalmente destinati alle kermesse. «Non è una fuga dai festival, è semplicemente che molti film non sono pronti».  

Produzioni e coproduzioni statunitensi sono comunque presenti, ma si tratta di lavori indipendenti e di opere prime. È un esordio nel lungometraggio, per esempio, quello di Lance Oppenheim con Primetime, film con uno straordinario Robert Pattinson al centro di una storia sul potere delle immagini. 

Company, terzo film da regista di Casey Affleck, è un thriller gotico sul lutto e la memoria.

Il tedesco Werner Herzog presenta la coproduzione Irlanda-USA Bucking Fastard, con le sorelle Kate e Rooney Mara nei panni di due gemelle monozigoti note per parlare all’unisono.

Martin McDonagh, il regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, è al Lido con Wild Horse Nine, pellicola ambientata poco prima del golpe cileno del 1973. Protagonisti due agenti della CIA che vengono trasferiti sull’isola di Pasqua, dove fraternizzano con due sostenitrici di Allende.

Quattro i film francesi in competizione: Un bon petit soldat di Stéphane Brizé (con la nostra Alba Rohrwacher); 15/18 di Cédric Kahn; Un peu avant minuit di Nicolas Parisier; e Bunker, thriller psicologico di Florian Zeller con Penélope Cruz e Javier Bardem.

Il maestro giapponese Hirokazu Kore’eda torna al Lido per la quarta volta con Look back, adattamento dell’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto.

Infine, il britannico Danny Boyle con Ink (nella foto), il racconto dell’acquisto del giornale The Sun da parte di Rupert Murdoch, apre la rassegna il 2 settembre.