Amelio, Martone e Veronesi ci sono, ma non in gara. Barbera: «Sono grato a questi grandi registi per aver accettato di non concorrere ai premi».
Nella sezione competitiva i film italiani erano già cinque, per cui i nuovi lavori di Gianni Amelio, Mario Martone e Giovanni Veronesi vengono presentati fuori concorso. «Qualcuno potrà sorprendersi nel vedere autori di questo calibro fuori competizione», spiega il direttore artistico Alberto Barbera, «io, invece, sono grato a questi grandi registi per aver accettato di non concorrere ai premi».
La trama di Nessun dolore di Gianni Amelio – con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea – la rivela lo stesso Barbera: «È la storia di un uomo che assume su di sé tutto il dolore del mondo per la morte di un bambino, un giovane immigrato irregolare a Roma, della cui scomparsa si sente, in qualche modo, responsabile».
Anche Scherzetto (nella foto) di Mario Martone ci viene presentato da Barbera: «Trasposizione dell’omonimo romanzo di Domenico Starnone, il film è ambientato in un appartamento, dove il protagonista – Toni Servillo – è costretto a trascorrere alcuni giorni con un nipotino di cinque anni. Questa convivenza lo porta a fare i conti con il proprio passato».
Dio ride di Giovanni Veronesi, è il film di chiusura della Mostra. Con Pierfrancesco Favino nei panni di frate Leopoldo e Silvio Orlando in quelli del cardinale Maculani, è ambientato nel Seicento ed è liberamente ispirato a fatti realmente accaduti. Al centro del racconto, il rapporto tra l’uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.

