(di Renato Marengo) Dal 1° maggio è visitabile (e imperdibile) la mostra Romasuona – La musica in Italia 1970-1979, allestita fino al prossimo 12 luglio al Palazzo delle Esposizioni di Via Nazionale a Roma: un viaggio emozionante sia per i giovanissimi che per chi, come noi della Rock Generation, c’eravamo e per me in particolare che in quegli anni molti degli artisti presenti con foto copertine e poster, li producevo o li presentavo e intervistavo sul settimanale Ciao 2001, vera e propria Bibbia del Rock di quegli anni ’70.

Una mostra eccezionale tra fotografie d’autore, video, memorabilia e sollecitazioni musicali. Un ringraziamento e i complimenti più sinceri ed emozionati al curatore Guido Bellachioma (nella foto sopra, il secondo da sinistra con Franco Schipani, il primo; Eugenio Stefanizzi; Renato Marengo; Piero Candido). Nostro collega, nonché direttore di Prog, Bellachioma è impegnato da sempre in questo settore, per mesi ha lavorato dedicando tempo, anima ed energia per realizzare questa mostra a così grandi livelli.

Oltre che come critico e protagonista di molti di quei momenti così intensamente riproposti, sono grato a Guido per lo spazio che ha dato anche ad alcuni “gioielli preziosi” messi a disposizione della mostra da Franco Bixio, al cui fianco collaboro da diversi anni, come i nastri autentici delle registrazioni di Profondo Rosso dei Goblin e introvabili manifesti d’epoca degli stessi Goblin e di Ennio Morricone (Quattro mosche di velluto grigio), oltre a filmati con musiche da film di quel periodo con artisti della Bixio/Cinevox e su Tony Esposito con Kalimba de Luna e altri brani celebri. Personalmente mi ha molto emozionato anche vedere il “dobro”, la speciale chitarra metallica del grande bluesman Roberto Ciotti, purtroppo scomparso, del quale produssi il primo disco “Supergasoline Blues”, per la Cramps.

Una mostra da visitare assolutamente e ancora un bravo sincero a Guido Bellachioma. Mostra alla quale, come dice anche il mio collega e amico Franco Schipani, meriterebbe che il Comune di Roma assegnasse uno spazio fisso.

