Dopo sei anni di direzione artistica del Teatro Trianon Viviani di Napoli – dove ha ospitato più di 400 compagnie e personaggi, e prodotto più di 20 spettacoli – l’attrice, cabarettista e conduttrice partenopea lascia in eredità alla città di Napoli un polo culturale trasformato in presidio sociale e digitale.
(di Renato Marengo) Cara Marisa, hai fatto un lavoro importante, coraggioso, innovativo ma soprattutto “hai fatto scuola” lasci un patrimonio di insegnamenti oltre che gioielli culturali in ogni campo dello spettacolo. A noi, irriducibili “impegnati” socialmente e culturalmente, hai ricordato un lavoro (che ai più scettici sembrava impensabile si potesse fare a Napoli) simile a quello fatto da Strehler e dai suoi successori al Piccolo di Milano: non solo spettatori passivi ad ascoltare in platea, ma tanto fermento creativo e propositivo sul palco e dietro le quinte.
Ti conosco da quando eri una giovane attrice con Elvio Porta, Pugliese e De Simone nel Masaniello capeggiato da Mariano Rigillo, ho prodotto io le musiche di quello spettacolo e ti ho vista all’opera prima ancora dei tuoi successi, da Eduardo ad Arbore, ma ti ho conosciuta nuovamente in questi anni di puntuale e brillante e al tempo stesso severa direzione artistica, collaborando con te anche per spettacoli “di emergenza sociale”, come quello che organizzai come Napule’s Power in aiuto e sostegno di Faenza che annegava. Faenza città della musica emergente, del MEI di Giordano Sangiorgi, che tanto spazio ha sempre dato a big ed emergenti della nostra Napoli del Rinnovamento. In quella occasione, tre anni fa, in appena 48 ore, superando burocrazie permessi e regolamenti hai ospitato nel teatro da te diretto uno spettacolo di musica straordinaria che io stesso ho organizzato e condotto, affiancato da Lello Savonardo (anche lui accorso in aiuto di Faenza e del mondo musicale impegnato ed emergente che rappresentava). Tanti big del Movimento da me fondato accorsero, gratuitamente come hai fatto anche tu e i tuoi collaboratori per sollecitare una preziosa raccolta fondi.

Ho voluto ricordare questo episodio di tre anni fa e concludo con due eventi dove mi hai invitato a intervenire: uno in ricordo del nostro indimenticabile amico James Senese, che hai organizzato sempre spinta da amore e passione due mesi fa; e l’altro, ospitando lo splendido concerto degli Osanna nei giorni scorsi, con te sempre in prima linea con generosità e partecipazione.
So che certi incarichi sono “a termine” e spesso (e non era il tuo caso) sono decisi dalla politica. A me e a tanti operatori culturali, artisti, critici e intellettuali della città di Napoli avrebbe fatto molto piacere se “ad honorem” per come hai gestito questo grande teatro, oltre ai sei anni di incarico convenuti, ti fosse stato richiesto come hanno fatto anche con… Mattarella, di restare ancora. Sappi comunque che in questi sei anni di tua gestione, ii Teatro Trianon da tutti chiamato anche il Teatro di Viviani, è diventato, a furor di popolo anche un po’ “Il Teatro di Marisa Laurito”. Con stima e affetto, Grazie!
Renato Marengo
(anche a nome di tutti gli artisti del Napule’s Power e del Cinema, del Teatro e della Tv napoletani)

