(di Antonino Ianniello) Il referendum ‘Top Jazz’, organizzato dalla rivista ‘Musica Jazz ha decretato la migliore formazione del 2025: ad aggiudicarsi il risultato prestigioso è stato il collettivo milanese Artchipel Orchestra, diretto e fondato da Ferdinando Faraò, batterista e compositore. La band si è aggiudicata questo prestigioso riconoscimento per la quarta volta, precedendo i ‘Fearless Five’ di Enrico Rava.

Ferdinando Faraò pieno d’orgoglio 

«È meraviglioso ricevere questo ulteriore attestato di stima. È evidente che l’Artchipel abbia fatto un lavoro straordinario dal 2010, quando siamo nati, a oggi e questo nuovo premio da parte dei critici e dei giornalisti di Musica Jazz è un’importante testimonianza del nostro impegno e della nostra passione. In 16 anni di attività, la crescita dell’orchestra è un traguardo significativo. Se vogliamo, lo è anche il suo dato anagrafico, visto che rappresenta quello della piena adolescenza, che personalmente intendo come un segno di vitalità e di rinnovamento, condizioni per noi indispensabili per continuare il cammino intrapreso, sempre teso alla divulgazione e alla ricerca».

Che quello appena passato sia stato un anno proficuo, lo dimostrano le tante iniziative e i numerosi progetti che hanno coinvolto l’Artchipel: il 2025 si era aperto con un’indimenticabile performance a Rho (Milano) con la presenza come special guest di Enrico Rava (il live diventerà un album). Tra gli eventi più significativi anche la partecipazione al ‘Fringe Festival’ di Bari nell’ambito dell’European Jazz Conference (ospiti Roberto Ottaviano, Gianluca Petrella e Luisiana Lorusso) e al festival JAZZMI di Milano, special guest il sassofonista e clarinettista Michael Moore, con un repertorio dedicato al pianista olandese Misha Mengelberg.

Proprio il Teatro Civico ‘Roberto De Silva’ di Rho ospita, sabato 31 gennaio, l’omaggio dell’Artchipel Orchestra a Frank Zappa. Il concerto è un progetto audace e visionario dedicato al musicista e compositore statunitense, uno degli autori più geniali e irriverenti del Novecento. Il repertorio scelto (è prevista una registrazione in studio nelle prossime settimane) esplora alcuni dei brani più emblematici del suo universo musicale, reinterpretati attraverso la sensibilità e la libertà espressiva che da sempre caratterizzano il linguaggio dell’ensemble milanese, tra scrittura rigorosa e improvvisazione collettiva.

Nei prossimi mesi, inoltre, l’Artchipel potrebbe dar vita a una collaborazione (il progetto è in fase di studio) con il compositore jazz e direttore d’orchestra Michael Gibbs, parteciperà al Bià Jazz Festival di Abbiategrasso (Mi) con un repertorio “made in Canterbury” (il 21 marzo) e sarà impegnata di nuovo con Enrico Rava, questa volta a Correggio (Reggio Emilia), in occasione del Crossroads Jazz Festival (il 23 maggio): «Senza dimenticare – conclude Ferdinando Faraò – che siamo stati invitati a esibirci in estate al prestigioso North Sea Jazz Festival di Rotterdam».

Discografia

L’Artchipel Orchestra ha pubblicato fino a oggi otto album: ‘Never Odd Or Even’ ‘Soft Machine’ ‘Chris Cutler’, ‘Truly Yours’ ‘Tubular Bells Variations’ (variazioni sulla musica di Mike Oldfield) ed ‘Officine Mengelberg’ 

Come si evince dalla sua ricca discografia, la formazione milanese, che si è esibita nei principali festival jazz italiani, è passata da un repertorio di brani originali ad arrangiamenti propri di composizioni scritte negli anni Settanta, Ottanta e Novanta da Mike Westbrook, Alan Gowen, Fred Frith, Dave Stewart e Jonathan Coe. Da sempre, infatti, l’Artchipel ha nel suo Dna una spiccata vocazione internazionale e può vantare prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Keith Tippett, Julie Tippetts, Mike e Kate Westbrook, Karl Berger, Ingrid Sertso, Adam Rudolph, Cyro Baptista ma non solo.