Comico, imitatore, cabarettista, attore, conduttore tv. Nel corso della sua più che trentennale carriera, Giorgio Panariello ha dimostrato di saper spaziare tra svariati generi. Non ultimo quello che lo vede tra gli interpreti della nuova serie di RaiPlay Tutta scena – disponibile sulla piattaforma dal 19 dicembre (nella foto, Panariello è con Euridice Axen, Arianna Mattioli, Anna Favella e il regista Nicola Conversa) – dove veste i panni di un insegnante di recitazione: «Sono Guido Terenzi – racconta lo showman toscano – un attore e regista non più sulla cresta dell’onda, che accetta controvoglia di insegnare il teatro a un gruppo di giovani aspiranti attori. Superata la frustrazione iniziale, riesce a empatizzare coi suoi allievi appassionandosi alle loro storie».
E Panariello, lui, un giorno potrebbe mai insegnare? «Non so, non ci ho mai pensato, amo i giovani e cerco di capire il loro mondo, ma non avrei la pazienza di Guido. Senza contare che si può insegnare a recitare, ma non a fare il comico, quello è un talento che o ci nasci o niente».
A proposito di pazienza, Giorgio ne ha avuta parecchia prima di sfondare: «È successo tardi, a quarant’anni, ma va bene così, come diceva il grande Vittorio De Sica, il segreto per riuscire nello spettacolo è “prendere una seggiola e sedersi ad aspettare”».
Nel frattempo sono tanti i giovani che ai corsi di recitazione preferiscono i talent show: «Perché non vogliono aspettare, desiderano bruciare le tappe; lo si capisce dalla velocità con cui usano social e cellulari, ma questo non significa che non abbiano sentimenti ed emozioni».
Fare il comico non è facile, ancor più è difficile passare dal registro della risata a quello del dramma, ma Panariello ci è riuscito: «Probabilmente perché avendo avuto un’infanzia difficile, mi porto dietro quella vena di malinconia, che metto anche negli spettacoli comici. Quando la vita da piccolo ti mette alla prova, come è successo a me, ti trovi di fronte a un bivio: o precipiti o fai di quella sofferenza una spinta per rinascere, cosa che è successo a me».
Si aspettava di essere scritturato per Tutta scena? «Assolutamente no, anzi, mi ha colpito la “follia” del regista Nicola Conversa che invece di rivolgersi a colleghi abituati a vestire panni “seri”, ha pensato a uno come me, visto dai più come comico e intrattenitore. Mi ha fatto enormemente piacere che si sia smarcato da questo pregiudizio».
Intanto mentre è in odore, secondo indiscrezioni di stampa, di un eventuale passaggio a Mediaset, Panariello svela i retroscena di una sua possibile partecipazione al Sanremo dell’amico Conti: «Sia io che Leonardo Pieraccioni ne abbiamo parlato con Carlo, ma entrambi andremmo al Festival 2026 solo se si trovasse una chiave tranquilla, senza ansia da prestazione e attesa spasmodica dello share, perché in quel caso sarebbe meglio per entrambi starsene a casa».

