Il rap di Lucariello fa da sottofondo alle forti storie sociali di eroi e protagonisti di uno dei quartieri più difficili di Napoli. Testi e musiche dello stesso rapper e del sociologo musicista Lello Savonardo.

(di Renato Marengo) C’è una Napoli che non si lascia rappresentare, ma che si fa ascoltare. È la Napoli che pulsa nelle strade del Rione Sanità, nel battito della sua lingua, nella memoria collettiva che resiste alla marginalità trasformandola in arte. È da qui che prendono spunto le canzoni della colonna sonora di Noi del Rione Sanità, firmata da Lucariello, uno dei capisaldi del rap napoletano e da sempre interprete radicale dell’anima metropolitana partenopea e uno dei protagonisti più vivaci del Napule’s Power. La serie, in onda in prima serata su Raiuno, dal 23 ottobre, con la regia di Luca Miniero e con protagonista Carmine Recano, racconta lo sguardo inedito un prete visionario – don Giuseppe Santoro, parroco la cui figura è ispirata a don Antonio Loffredo – imprenditore salva anime, che ha cambiato il futuro di bambini e ragazzi, facendo capire loro il potere salvifico della bellezza e dell’arte, anche come fonte di economia virtuosa.

La sigla e i brani che accompagnano la serie, scritti e prodotti da Lucariello assieme al cantautore e sociologo Lello Savonardo, esprimono un tessuto musicale che fonde culture urbane e impegno sociale, intrecciando beat contemporanei e parole che affondano nelle contraddizioni di una città ferita e vitale al tempo stesso. La scrittura delle canzoni, capace di restituire dignità poetica al linguaggio di strada, diventa colonna vertebrale del racconto audiovisivo, traducendo in suono la tensione emotiva e civile che attraversa la serie.

Lucariello, già noto per aver firmato la sigla di Gomorra – La Serie e per le collaborazioni con Fabri Fibra, Caparezza e Co’Sang, conferma una cifra stilistica che travalica la forma canzone per farsi narrazione corale e documento sociale. Da anni, infatti, L’artista affianca al percorso artistico un impegno concreto nei laboratori di rap all’interno dei carceri minorili, dove la musica si fa dispositivo pedagogico, atto di liberazione e riscatto.

Il progetto nasce da un’idea di Lello Savonardo, che insieme a Lucariello firma la composizione dei dieci brani originali. Il loro incontro è prova tangibile del punto di contatto tra ricerca sociale e linguaggio urbanoe dà vita a un esperimento in cui la musica non si limita ad accompagnare le immagini, ma le interpreta, le trasfigura, le amplifica.

Nel Rione Sanità — microcosmo di bellezza e contraddizione — il linguaggio urbano diventa strumento e mappa antropologica, cronaca in versi di un mondo che si racconta attraverso le sue ferite e i suoi slanci vitali.

Accanto a Lucariello, nuove voci della scena partenopea trovano spazio e riconoscimento: la cantautrice Morena Chiara, la voce soul di Federico Di Napoli e l’attore Vincenzo Antonucci, che prestano corpo e voce sia alla colonna sonora sia alla narrazione filmica. Una continuità fra immagine e suono che dissolve i confini tra fiction e realtà, tra rappresentazione e vissuto. 

L’artista Morena Chiara è tra i giovani talenti che hanno partecipato al Creative – Festival Metropolitano delle Culture Giovanili promosso dalla Città Metropolitana di Napoli, dall’Osservatorio Giovani dell’Università di Napoli Federico II e dal Teatro San Carlo e che è stata scelta dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti , dal suo rappresentante campano Nando Misuraca e dallo stesso patron della trentennale manifestazione, Giordano Sangiorgi a rappresentare il Creative a Faenza.

In concomitanza con la messa in onda della serie, esce su tutte le piattaforme digitali l’album “Lucariello – Noi del Rione Sanità”, articolato in due volumi e pubblicato parallelamente alle prime due serate televisive. Un progetto discografico distribuito da ADA – Warner che restituisce in forma musicale le atmosfere e le emozioni del racconto audiovisivo, condensando in ogni brano l’eco di una Napoli che resiste attraverso l’arte, facendosi voce collettiva, memoria viva e linguaggio di libertà. Il Napule’s Power, ilMovimento Musicalecreato da Renato Marengo continua quindi a generare nuove produzioni artistiche, alimentando l’impegno culturale, artistico e sociale partenopeo.