Intervista esclusiva al compositore della colonna sonora di 40 secondi.

(di Renato Marengo) In occasione della presentazione al concorso “Progressive Cinema” della Festa del Cinema di Roma 2025 di 40 secondi di Vincenzo Alfieri, distribuito da Eagle Pictures, ho intervistato l’autore della colonna sonora del film, Alessandro Bencini, compositore di L’uomo sulla strada, Backstage – Dietro le quinte, Dedalus e Leopardi&Co.

La colonna sonora originale di 40 Secondi sarà disponibile dal 17 ottobre su tutte le principali piattaforme di streaming (Spotify, Apple Music, Amazon Music, Deezer). Con i suoi 12 brani, la OST anticipa l’uscita del film in sala, prevista per il 19 novembre, dopo la partecipazione alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Progressive Cinema”. Spiccano nello score le interpretazioni di Luca Pincini (violoncello) e Gilda Buttà (pianoforte), storici solisti di Ennio Morricone, che contribuiscono a restituire la profonda carica emotiva del film.

Diretto da Vincenzo Alfieri, il film è ispirato al tragico omicidio di Willy Monteiro Duarte, ucciso nel 2020 a soli 21 anni per aver difeso un amico. In pochi, terribili secondi, la sua vita è stata spezzata. Il film ricostruisce le 24 ore precedenti all’aggressione, alternando momenti di vita quotidiana a tensioni latenti che sfociano nella violenza. Più che un fatto di cronaca, è una riflessione sulla fragilità dei legami sociali e sull’escalation del male in una società sempre più indifferente e disumanizzata.

Alessandro, qual è stata la tua prima reazione nell’essere coinvolto nella realizzazione della colonna sonora di un film così importante e tratto da una tragica storia vera di cronaca italiana?

Quando sono venuto a conoscenza che il film sarebbe stato realizzato, ho subito deciso che era una storia con cui umanamente e artisticamente avrei voluto misurarmi. Ho preso contatto con Vincenzo, che non conoscevo, ed è iniziato un dialogo che ci avrebbe portato a una intesa profonda. Quando, sentendo i primi brani, mi ha comunicato che mi avrebbe voluto come compositore del film, l’emozione è stata intensa. Mi ha dato l’occasione di misurarmi con un progetto che è stato occasione di grande crescita personale e professionale.

Hai avuto delle indicazioni ben precise dal regista Vincenzo Alfieri per approcciarti musicalmente alla pellicola? Difatti questa è la tua prima collaborazione con lui.

Il dialogo con Vincenzo è stato costante e proficuo, incentrato principalmente sulle emozioni e gli aspetti della vita e della natura umana che desiderava toccare anche con la musica. Non ha voluto darmi reference, anzi mi ha sempre invitato a essere diretto e istintivo con ciò che scrivevo. Ho avuto una fortuna rara nel nostro mestiere; mi ha concesso una grande libertà di esprimermi e di mettere le mie idee e la mia arte a disposizione del film senza filtri. 

Ascoltando la tua partitura, trapela una sorta di perdurante, funerea e ineluttabile tragicità melodica quasi shakesperiana nel suo evolversi. E’ stata una scelta consapevole o semplicemente avvenuta grazie alla narrazione registica e attoriale?

Fin dal principio, l’obiettivo è stato quello di saper raccontare l’ineluttabilità della vita, gli eventi che si susseguono con un esito tanto imprevedibile quanto inevitabile. Ho attinto da tutte le fonti: il dialogo con Vincenzo, la storia di Willy, le performance degli attori e alcune esperienze di vita personali. Volevo rendere onore alla vicenda e al cuore con cui tutti si sono investiti nel progetto. La tragicità funerea è venuta da sé, cercando di rendere la colonna sonora originale come un personaggio sopra le parti, la voce del Fato, una presenza altra in contrapposizione alla cruda concretezza della realtà.

Ci puoi menzionare i nomi dei virtuosi musicisti che hanno suonato il tuo score?

Come anche in passato, ho avuto l’onore di poter affidare la mia musica a degli artisti eccezionali; musicisti che sanno dare vita, movimento ed anima alla staticità delle note sullo spartito. I nostri solisti sono stati i Maestri Gilda Buttà al pianoforte, Luca Pincini al violoncello ed Eunice Cangianiello al violino. È giusto anche menzionare la meravigliosa orchestra diretta dal Maestro Emanuele Bossi che è stata altrettanto protagonista di questo score.

Quale credi sia il messaggio concreto che la tua musica originale deve lasciare al pubblico una volta uscito dalla sala cinematografica?

Il mio scrivere musica è sempre e prima di tutto al servizio della storia. La musica per 40 Secondi deve servire da megafono al messaggio della vita e del sacrificio di Willy: dobbiamo accendere un faro sui contesti sociali ed umani dove la violenza cresce e si nutre affinché i giovani, e non solo, non rimangano sui binari della tragedia che alcune persone vogliono stendere per loro, ma riscoprano speranza e coraggio.

Hai altri progetti in cantiere di cui ci puoi anticipare qualcosa?

Ho da poco iniziato a lavorare su due nuovi progetti, ma potrò parlarne più avanti. A dicembre raggiungerà le sale Leopardi&Co per la regia di Federica Buondì con Whoopi Goldberg, progetto concluso l’anno scorso e che presto incontrerà il pubblico.