(di Renato Marengo) Dire Napule’s Power non è solo parlare di musica, le contaminazioni gli scambi nell’era dell’Intelligenza Artificiale si moltiplicano ed era inevitabile che anche un altro settore, quello televisivo, che fa capo a un’importante risorsa della città, la sede di Napoli della Rai, dove viene realizzato, fra tanti altri programmi quotidiani, Un posto al sole, realtà televisiva che da trent’anni non solo ha aperto una finestra quotidiana sulla città, sui suoi problemi, passioni e difficili realtà, ma in pratica da trent’anni dà lavoro a quasi mille persone ed è diventata anche una sorta di scuola di sceneggiatori, attori e tecnici professionali del mondo delle immagini. Ed ecco ora un vero e proprio evento che conferma questa attitudine della città di Napoli a scambiarsi e contaminarsi non solo in musica.

Mi fa piacere ricordare in questo articolo anche un impegnativo lavoro che proprio su incarico di Giovanni Minoli e di Vilfredo (Chicco) Agnese, suo stretto collaboratore e responsabile della promozione, feci tra la Casa Editrice Universo, con la quale collaboravo come giornalista, ma soprattutto come promoter, e in sinergia tra la casa editrice e la Rai, prima ancora che Un posto al sole partisse. Proprio per creare attese e per lanciarlo, organizzai, concordandolo con Raitre, un contest nazionale, con classifiche servizi e foto su Telesette, Grand Hotel, Beautiful e altre testate di grande tiratura della Universo, nei locali dove si faceva musica giovane, alla ricerca  di un ragazzo e di una ragazza da far debuttare come attori in ruoli secondari, proprio nel cast della serie. 

Ma passiamo alla grande notizia: a novembre a Napoli, in occasione dei 30 anni della serie, entra nel cast di Un posto al sole nientemeno che Whoopi Goldberg! Sì, proprio lei, l’attrice la cui carriera è misurata dall’eccellenza dell’EGOT – termine con il quale si indicano i vincitori dei quattro principali premi annuali statunitensi dedicati all’intrattenimento: gli Emmy Award, i Grammy Award, il premio Oscar e il Tony Award  – si appresta a raggiungere Napoli per entrare a Palazzo Palladini, la splendida location dove sono idealmente ambientate le vicende dei personaggi di Un posto al sole.  

La notizia, che ha fatto esultare i numerosi fan di UPAS, la soap opera più longeva della televisione italiana, è ormai ufficiale. L’attrice americana sarà una presenza fissa nella soap opera di Raitre per quasi un mese. L’indimenticabile protagonista di Sister Act e di Ghost entrerà nel cast con un ruolo ricorrente, mettendo il sigillo di Hollywood sull’estetica della lunga serialità italiana. 

L’attrice ha commentato questa scelta dicendo: «Loro sanno che è un idea folle, io so che è unidea folle, ma è una cosa meravigliosa da fare, quindi non vedo l’ora di cominciare, sono emozionata». 

Dunque non sarà un semplice cameo, ma una linea narrativa complessa con elementi di mystery. La vedremo al fianco di Patrizio Rispo? La vedremo al bar Vulcano? La vedremo passeggiare nei giardini del Palazzo Palladini? La vedremo interagire con i personaggi storici della serie? Lo sapremo soltanto seguendo le puntate alle quali parteciperà la vulcanica Whoopi.

Secondo le indiscrezioni le riprese dovrebbero iniziare a novembre di quest’anno e le puntate sarebbero trasmesse all’inizio del 2026. 

L’arrivo di una star di livello mondiale come lei per il trentesimo anniversario di UPAS (la prima puntata di Un posto al sole andò in onda il 21 ottobre 1996) non è solo una trovata mediatica, ma il riconoscimento ultimo della sua eccezionale longevità e del suo ruolo di laboratorio narrativo italiano, in grado di trasformare la location (Napoli) in un vero e proprio protagonista drammaturgico. L’internalizzazione della soap è un riconoscimento finale alla scommessa audace e alla tenacia di un visionario come Giovanni Minoli, padre di un Un posto al sole, un grande romanzo popolare, ma anche un progetto industriale, che ha salvato il Centro di Produzione di Napoli, e che, nel 2024, gli è valsa la cittadinanza onoraria della città.

Ho avuto la fortuna di assistere in prima persona alla nascita di questa grande avventura, di seguirne i primi passi, i più difficili, i più impegnativi sul piano artistico e psicologico. Ho dato il mio piccolo contributo, di creativo aperto all’innovazione, con varie iniziative promozionali e giornalistiche. Intervistai Giovanni Minoli e il suo stretto collaboratore Chicco Agnese, allora impegnato come produttore in questa grande scommessa.

Erano tempi di grande creatività televisiva, Giovanni Minoli dirigeva allora la struttura Format, con il compito di sviluppare nuove idee e nuovi linguaggi televisivi e realizzare numeri zero di programmi da avviare alla serializzazione. Chicco Agnese era il capostruttura a cui era affidata la realizzazione dei numeri zero: da li nacquero, oltre a Un posto al sole, altri successi come Turisti per caso, Milano-Roma, Eureka, e poi Per un pugno di libri, nato da una idea di Agnese e dell’indimenticabile Paolo Taggi, e poi divenuto un programma cult curato da Andrea Salerno. 

Allora collaboravo con la Rai con programmi sia radiofonici sia televisivi e respiravo questo spirito innovativo, questa ricerca di nuove idee e di nuovi talenti che ha ispirato molte mie iniziative musicali e radio-televisive, a conferma che il mio spirito sinergico e contaminatore mi portava a continuare un percorso iniziato negli anni ’70 tra programmi, produzioni discografiche  di tanti “Neri del Vesuvio” e critica musicale.

Come dice Whoopi, in fondo ogni idea folle è un’idea meravigliosa, e questo incontro “Goldberg –Upas”, “Hollywood-Napoli”, grande cinema-romanzo popolare ci insegna che non esistono confini allo slancio innovatore. Tutta la Rai di Napoli, dal direttore Antonio Parlati agli attori, registi e sceneggiatori, ma anche a tecnici, giornalisti e collaboratori di questa importante e creativa sede della Rai attendono questa nuova  “Nera del Vesuvio”.