Presieduto da Laura Delli Colli, il riconoscimento che a Venezia valuta la migliore colonna sonora tra i film in selezione ufficiale giunge alla 14esimaedizione. Il Direttivo dei Giornalisti Cinematografici assegna anche i premi Bianchi e Pasinetti.
Grazie a Laura Delli Colli (nella foto) e ai Giornalisti Cinematografici, sindacato di categoria da lei presieduto, alla Mostra di Venezia da quattordici anni esiste uno spazio – unico – dedicato alle colonne sonore. È il Soundtrack Stars Award, premio collaterale che valuta la migliore colonna sonora tra i film in selezione ufficiale, assegnando inoltre il premio della critica ad artisti di fama internazionale come Ennio Morricone, Ryuichi Sakamoto, Nicola Piovani, Guillermo del Toro, Ferzan Ozpetek.

Negli anni la giuria ha incluso personalità di spicco del mondo del cinema e della musica – Giuliano Montaldo, Cesare Cremonini, Cristiana Capotondi, Lele Marchitelli, Malika Ayane, Nina Zilli – ma anche giornalisti e addetti ai lavori.
Laura Delli Colli firma la direzione artistica del premio, che l’anno scorso è andato a Joker: Folie à Deux, per le musiche scritte da Hildur Gudnadottir. Premio Soundtrack Stars anche a Colapesce per le musiche di Iddu – L’ultimo padrino. Margherita Vicario (nella foto sotto) ha ricevuto il premio speciale per Gloria!, di cui ha curato la regia e la colonna sonora.

Oltre al Soundtrack Stars, i Giornalisti Cinematografici sono presenti a Venezia per altri premi. Come il Pasinetti, assegnato ogni anno al miglior film e ai migliori interpreti della pellicola scelta da una giuria di giornalisti fra i titoli italiani proposti in tutte le sezioni della Mostra.
«Fra tutti è il più ‘antico’», sottolinea Laura Delli Colli, «ma il più importante per la sua storia è il Premio Pietro Bianchi, da sempre dedicato a celebrare l’eccellenza di una personalità del cinema italiano». «Nato nel 1977 in collaborazione con la Biennale», continua la Presidente SNGCI, «viene assegnato d’intesa con la Mostra del Cinema ed è stato attribuito da quasi cinquant’anni a un’intera generazione di registi e sceneggiatori, ma anche ad alcuni autori della fotografia e attori tra i più rappresentativi: da Mario Soldati, il primo a riceverlo, a Zavattini, poi Blasetti, Castellani, Zampa, Lattuada, Monicelli, Comencini, De Santis, Rosi, Risi, Scola, i Taviani, Magni, Lizzani, Bertolucci, Antonioni. Il premio è andato anche agli sceneggiatori Suso Cecchi D’Amico, Age e Scarpelli e Tonino Guerra, agli autori della fotografia Rotunno e Storaro, al montatore Roberto Perpignani e a molti altri nomi eccellenti. Tra i pochi attori, Sophia Loren, Claudia Cardinale, Virna Lisi, Michele Placido. Negli anni Duemila, è stato attribuito simbolicamente ai grandi della critica italiana, e a due protagonisti della comunicazione come Enrico Lucherini e Vincenzo Mollica. Tra gli autori lo hanno ricevuto anche Bellocchio, Montaldo, Maselli, Amelio, D’Alò, Salvatores, Olmi, Gregoretti, Argento. Nelle ultime edizioni, anche due straordinarie attrici: Dominique Sanda e Stefania Sandrelli, prima di Sergio Castellitto e Nanni Moretti. Quest’anno il premio Bianchi va ad Antonio Capuano. Viene consegnato il 5 settembre alla Sala Giardino in occasione della proiezione fuori concorso del suo ultimo film, L’isola di Andrea».
Premio Nuovo IMAIE
Critici e giornalisti scelgono i giovani più promettenti
SNGCI e SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), presieduti rispettivamente da Laura Delli Colli e Cristiana Paternò, scelgono insieme due giovani (un attore e un’attrice) fra i più promettenti del cinema italiano e assegnano il Premio Nuovo IMAIE (Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori). I due giovani attori vengono selezionati nei cast di interpreti di film presenti alla Mostra. Il premio, intitolato a Fabio Sartor, attore consigliere d’amministrazione del Nuovo IMAIE scomparso alla fine del 2024, prevede da quest’anno anche una somma di denaro per consentire agli artisti di proseguire il proprio percorso formativo. Giampaolo Morelli quest’anno rappresenta la categoria degli artisti. «La preparazione è sicuramente importante», spiega Morelli, «ma è la determinazione a fare davvero la differenza. Il mestiere dell’attore s’impara soprattutto facendolo e allora io auguro a questi giovani talenti di misurarsi con sfide professionali sempre nuove senza fermarsi davanti alle difficoltà anche quando sembrano insormontabili».

