Il cinema italiano è in Mostra anche con tanti altri film di grandi autori: da Leonardo Di Costanzo a Pietro Marcello, da Gianfranco Rosi a Franco Maresco.
Dopo il grande successo di Parthenope, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, che lo ha portato in vetta al box office (è stato il film italiano più visto del 2024), il nuovo lavoro del regista napoletano s’intitola La grazia, e vede protagonista Toni Servillo, alla sua settima collaborazione con il premio Oscar.
L’undicesima fatica del Leone d’Argento 2021 per È stata la mano di Dio – che è anche il titolo di apertura di Venezia 82 – guida la pattuglia dei cinque italiani in concorso al Lido, tutti diretti da registi del Centro-Sud.
Elisa – liberamente ispirato agli studi e le conversazioni dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali nel saggio Io volevo ucciderla sull’omicida trentacinquenne (superbamente interpretata da Barbara Ronchi) in carcere da dieci anni per avere ucciso la sorella maggiore – è diretto dall’ischitano Leonardo Di Costanzo.
Il casertano Pietro Marcello torna a Venezia sei anni dopo Martin Eden, film per il quale Luca Marinelli si era aggiudicato la Coppa Volpi. Questa volta porta un biopic, Duse, con Valeria Bruni Tedeschi nella parte della “Divina”.
Leone d’oro 2013 con Sacro GRA, il romano nato ad Asmara (Eritrea) Gianfranco Rosi continua il suo percorso nel cinema di genere documentario. Il suo nuovo lavoro è Sotto le nuvole, girato tra i Campi Flegrei e il Vesuvio.
Altro autore di “cinema del reale”, ma con un’impronta fortemente grottesca, è il palermitano Franco Maresco, già componente del duo Ciprì e Maresco. Qui in laguna porta Un film fatto per Bene, storia del “filmicidio” ai danni della sua pellicola su Carmelo Bene.
Sono cinque pure gli italiani fuori concorso, ma Luca Guadagnino è presente con un film a stelle e strisce, After the Hunt – Dopo la caccia.
Il veterano Antonio Capuano (85 anni), uno degli autori più presenti alla Mostra, dopo Il buco in testa (2020) è qui con L’isola di Andrea, storia di una separazione senza filtri.
Andrea Di Stefano torna a dirigere Pierfrancesco Favino, dopo L’ultima notte di Amore (2023), ne Il Maestro, storia di un ex tennista mediocre che diventa allenatore di un giovane talento schiacciato dal padre.
L’opera seconda (in solitaria) di Paolo Strippoli, La valle dei sorrisi, è un horror con Michele Riondino protagonista.
Infine, c’è il fantasy Orfeo, primo lungometraggio di Virgilio Villoresi, dal romanzo Poema a fumetti di Dino Buzzati.

