di Luigi Aversa
Scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, prodotto da Cineblend s.r.l. in collaborazione con il Club Alpino Italiano, Tra Natura e Quota – Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane è più di un semplice documentario naturalistico: è una vera e propria spedizione dentro le pieghe del paesaggio e dell’uomo. Un racconto in tre tappe – dall’Orto Botanico Pellegrini-Ansaldi al Rifugio Puliti, dal Monte Nona alla Ferrata del Monte Procinto, la più antica d’Italia – dove si ride, si riflette e si scopre un territorio affascinante e fragile, accompagnati dalla leggerezza contagiosa di Giovanni Storti.
Il celebre comico si trasforma in guida ironica e al tempo stesso consapevole, conducendoci per mano lungo i sentieri delle Alpi Apuane, tra rocce, boschi e storie che intrecciano la biodiversità con la sicurezza in montagna. Due temi apparentemente distinti, ma in realtà profondamente connessi: perché proteggere l’ambiente e ridurre i rischi legati alla sua frequentazione sono facce della stessa medaglia. Non si può amare davvero un luogo senza conoscerne le fragilità, e non si può camminare in montagna senza prendersi cura – concretamente – del suo equilibrio.
Proprio questo intreccio è il cuore pulsante del film: la tutela dell’ambiente come missione primaria, la riduzione del rischio come responsabilità individuale e collettiva. Un messaggio che oggi, nel pieno di una crisi climatica e antropica che muta radicalmente le terre alte, risuona con forza e urgenza.
Fondamentale in questo senso è la collaborazione con il Club Alpino Italiano, non solo come supporto logistico o scientifico, ma come garante di una visione coerente e autorevole del mondo montano. Le voci di esperti come Alessio Piccioli, Andrea Ribolini, Elena Alberti, Gionata Landi, Alberto Grossi e Veronica Pierotti impreziosiscono il percorso, senza mai appesantirlo. Al contrario: rendono il documentario un piccolo laboratorio di divulgazione esperta e appassionata, dove la conoscenza si fonde con la passione e si trasmette al pubblico attraverso la narrazione viva del territorio.
Ecco allora che, accanto alla risata genuina che Giovanni Storti sa regalare con naturalezza, si inserisce una componente profondamente didattica, capace di toccare grandi e piccoli, escursionisti esperti e semplici curiosi. Il merito è proprio di questa combinazione di elementi: la forza della natura, l’autorevolezza dei contenuti, il carisma di un protagonista che riesce a farci riflettere mentre ci diverte.
Un documentario che dimostra come il cinema, quando è fatto con intelligenza e cuore, può essere un potentissimo strumento di comunicazione. E perché usare l’ironia per veicolare messaggi potenti e socialmente utili è segno di una visione lucida, che guarda alla cultura non come intrattenimento fine a sé stesso, ma come leva per costruire consapevolezza.
In un’epoca in cui le montagne cambiano, anche noi dobbiamo cambiare sguardo. Tra Natura e Quota ci aiuta a farlo con il sorriso sulle labbra e un pensiero in più nello zaino.
