(di Antonino Ianniello) Lo avevamo già detto due anni fa, sì, parlando di una musicista di origini udinesi, affermammo che ci saremmo trovati dinanzi a un’altra grande protagonista del jazz contemporaneo. Si tratta di Ludovica Burtone, una violinista, compositrice e arrangiatrice dal talento assordante. L’artista ha con sé quali segni caratterizzanti, sia la sorprendente stylistic versatility, che una spiccata sensibilità artistica. La musicista italiana, vanto del jazz nostrano, si è trasferita negli States, dove trascorre gran parte del tempo. Violinista stilisticamente crossover, compositrice e arrangiatrice ardimentosa, poliedrica e creativa, sensibile e spregiudicata, Ludovica Burtone è una musicista totale. Di Udine, ma di stanza a New York da quasi dieci anni, l’artista friulana spazia con grande disinvoltura dalla musica colta alla musica popolare brasiliana, fino a giungere al jazz in tutte le sue svariate declinazioni stilistiche.

Ludovica, la tua scelta di andare a vivere negli Stati Uniti è stata un’esigenza dettata dalla ricerca di nuove sonorità o c’è dell’altro? 

«Sono certa che in Italia ci siano molte realtà interessanti. Inizialmente avevo cercato di muovermi in Italia, e in Europa, ma infine Il mio percorso mi ha portata prima a Boston poi a New York. grazie a una borsa di studio che mi ha dato la possibilità di trasferirmi. Questo è uno dei motivi che mi hanno indotto ad andare oltre oceano».

Sul fronte-retro della copertina del suo ultimo album, ‘Migration Tales’, si legge che lo stesso è prodotto da Ludovica Burtone per l’etichetta ‘Endectomorph’, registrato al ‘Big Orange Sheep’ di Brooklyn (NY), sound engineer Michael Perez-Cisneros e Kevin Thomas, missato e masterizzato da Dave Darlington, mentre la fotografia è di Silvia Di Natale. Nella nuova opera discografica di Ludovica Burtone [disponibile su tutte le piattaforme digitali e negli stores anche in copia fisica], La virtuosa violinista, leader del progetto,viene coadiuvata da cinque validissimi musicisti: Milena Casad (flugelhorn … strumento musicale intonato in Si♭ e facente parte della famiglia degli ottoni e della sottofamiglia dei flicorni); Julieta Eugenio (sassofono tenore); Marta Sánchez (pianoforte); Tyrone Allen II (contrabbasso) e Jongkuk Kim (batteria).

Trasferitasi a New York, bagaglio di formazione classica e particolarmente grazie ad un biennio in violino. Ludovica, a Boston, si diploma in ‘Composizione Jazz’ (Berklee College of Music). In seguito, grazie alla sua esperienza acquisita proprio negli States, inanella prestigiose collaborazioni con musicisti, gruppi e varie formazioni di levatura mondiale: collabora con il mitico Ron Carter, Jon Batiste, Susana Baca, Camila Meza, Arijit Singh, Dream Theater, O Kwarteto Collective, Michael Leonhart Jazz Orchestra, Tredici Bacci, Vanisha Gould & The Storyteller, Gary Bartz, Kenny Garrett, Chitãozinho & Xororó, Miguel Atwood Ferguson ecc. L’autrice di Migration Tales, in questo CD anche in veste di cantante, racconta la gestazione e descrive il mood della sua nuova creatura: «Questa raccolta di storie musicali nasce dalle esperienze di donne immigrate a New York. È un album dedicato a chi si sente sospeso tra due mondi, a chi cerca un luogo dove sentirsi a casa e a chi trova la forza nel proprio percorso. Un omaggio al coraggio e alla resilienza di tutti gli immigrati. Ogni brano racconta un aspetto diverso di questo viaggio, esplorando l’identità, la perdita e il senso di appartenenza. Il 2023, per me, è stato un anno di profonda trasformazione, ricco di sfide, dolori e opportunità. Questo progetto è nato in quei mesi intensi ed emozionanti». Sabato 10 maggio, alle 21:00, la musicista presenteràil disco alla Casa del Jazz (Roma), in quartetto, con una sezione ritmica italiana formata da tre giovani e talentuosi musicisti: Vittorio Solimene (pianoforte), Riccardo Gola (contrabbasso) e Valerio Vantaggio (batteria). Un’ottima occasione per poter vedere dal vivo la presentazione di ‘Migration Tales’, un disco meritevole della massima attenzione. Occasione che si ripresenterà lunedì 12 maggio, alle 21:00, al Palazzo San Sebastiano di Mantova, dove Ludovica Burtone sarà accompagnata da tre valenti partner: Andrea Goretti (pianoforte), Kaisa Maensivu (contrabbasso) e Davide Bussoleni (batteria). Dopo il suo album di debutto, Sparks, un’opera profondamente personale che racconta il suo viaggio dall’Italia agli Stati Uniti, scritta per quartetto d’archi e trio con pianoforte, Ludovica Burtone presenta ora il suo secondo album: ‘Migration Tales’. Composto per sestetto con flicorno e sax tenore, questo progetto è stato realizzato con il supporto della Café Royal Cultural Foundation e di New Music USA.