«Sono felice che il mio primo ruolo da protagonista sia tratto dai libri di Alessia Gazzola e la sua paleopatologa Costanza è un personaggio originalissimo, che mi calza a pennello». Parola di Miriam Dalmazio, attrice siciliana, classe 1987, già vista, tra l’altro, in Che Dio ci aiuti (la dottoressa Morbidelli) e in Studio Battaglia (Nina, avvocatessa in carriera).
Adattamento tv di Questione di Costanza, primo romanzo di una trilogia firmata da Alessia Gazzola, la fiction in quattro puntate – al via domenica 30 marzo alle ore 21.30 su Raiuno e in boxset su RaiPlay – punta i riflettori sulle avventure di Costanza Macallè, paleopatologa, madre della piccola Flora (interpretata da Elena Sophia Senise), che dovendo trasferirsi a Verona per poter esercitare la professione, ritrova casualmente Marco (Marco Rossetti), padre, inconsapevole, della sua bambina. Lui alla vigilia delle nozze con la fidanzata storica, accetterà comunque di fare il padre. Il tutto con le ovvie complicazioni di rito e un finale tutto da scoprire.
Miriam, chi è Costanza?
«Una paleontologa che ha difficoltà a imporsi nel mondo della ricerca e per lavoro si trasferisce a Verona. È una donna imperfetta, atipica, madre single di una bambina che adora, frutto di un’avventura con un architetto che il destino le farà rincontrare…».
Insomma, una commedia romantica.
«Sì, ma non solo. Le vicende raccontate in Costanza sono avvincenti e originali, con frequenti capovolgimenti di fronte, proprio come la vita che non sai mai cosa ti riserva».
In comune tu e lei avete la “sicilianitudine”, quel legame viscerale con l’isola.
«Che contraddistingue tutti noi siciliani. Non è un caso che quando ci allontaniamo da casa tendiamo a fare gruppo con i corregionali, ci fa sentire meno soli. È successo pure a me quando da Messina mi sono trasferita a Roma per frequentare il Centro sperimentale di cinematografia».
Costanza è tratta dai romanzi di Alessia Gazzola come L’allieva: speri di bissare il successo?
«Speriamo, il racconto è sicuramente coinvolgente, la regia di Fabrizio Costa puntuale, il gruppo di attori affamatissimo».
Girando a Verona ti è capitato di fare la turista?
«Sì, ma non per visitare i luoghi simbolo, tipo il balcone di Giulietta. Ho preferito percorsi alternativi, come la meravigliosa basilica di San Zeno, un luogo incredibile pieno di tesori, dove ho lasciato il cuore».

