L’attrice spagnola è la protagonista de Il cappotto di Janis, pièce del francese Alain Teuliè, al Teatro Manzoni di Roma fino al 9 marzo.
Se una bella ragazza fa breccia nel cuore di un attore famoso, rischia di diventare per sempre “la donna di…”. Non è il caso di Rocío Muñoz Morales, splendida showgirl madrilena, che dal 2013, ovvero da quando è diventata la compagna del beniamino della fiction Raoul Bova – al quale ha dato due figlie – si è fatta valere sia in Italia che in patria come attrice e conduttrice. Prova ne è l’ottima performance offerta ne Il cappotto di Janis, pièce del francese Alain Teuliè, in scena al Teatro Manzoni di Roma fino al 9 marzo per la regia di Enrico Maria Lamanna.
Rocío indossa i panni di Mila, giovane ispanica vivace e impertinente, che accetta di lavorare per Joseph, scrittore burbero e solitario costretto su una sedia a rotelle (interpretato da Pietro Longhi). Cosa unisce i due, a parte il rapporto di lavoro? Nulla all’apparenza, ma molto con lo svolgersi della scena. Sì, perché il passato di entrambi, non privo di ferite e buchi neri, finirà per avvicinarli sempre di più, con un finale a sorpresa che viaggia fra commedia, suspense e qualche lacrima.
Capace di tenere la scena, senza sfigurare al fianco di un animale da palcoscenico quale il bravissimo Longhi, Rocío è una Mila frizzante e travolgente, che si muove tenera e sexy, sulle musiche originali di Bungaro e Max Calò, e sulle note della cantautrice rock statunitense Janis Joplin, alla quale si ispira il titolo della pièce, e forse qualcosa di più.

