Tenero, sornione, disposto a fare un passo indietro per la propria donna. È l’identikit di Pietro, il marito di Imma Tataranni nell’omonima fiction di Raiuno, interpretato dall’attore napoletano Massimiliano Gallo. Alla vigilia della quarta stagione, in onda su Raiuno dal 23 febbraio, Gallo ci racconta le sfumature di uno dei ruoli che lo ha fatto amare di più dal pubblico: «Pietro è un uomo insolito per i nostri canoni, è un marito del Sud che fa il mammo, il casalingo, il cuoco e non ha difficoltà a sacrificarsi per favorire la moglie che fa un lavoro più “importante” del suo, il sostituto procuratore».
Però stavolta il rapporto comincia a scricchiolare.
«Vivono un momento complicato che fa affiorare le dinamiche tipiche di una storia d’amore molto lunga. Si metteranno in discussione per capire se vale pena di continuare a stare insieme o no».
Pietro ti somiglia in qualche modo?
«Non direi, siamo diversi, ma mi ha fatto piacere “calarmi” nelle sue fragilità».
Qual è il segreto del successo di Imma Tataranni?
«Ci sono varie ragioni: una regia importante, interpreti validi, una buona scrittura e una location straordinaria. Non è un caso che la serie sia andata molto bene anche all’estero».
In questi giorni sei impegnato in teatro.
«Sono di scena a Roma, alla Sala Umberto con la pièce Amanti, sold out da due anni e mezzo. Io e Fabrizia Sacchi interpretiamo i due amanti in questione, un uomo e una donna impegnati, che s’incontrano casualmente presso lo studio di psicanalisi che entrambi frequentano come pazienti. La loro relazione diventa il pretesto per parlare di dinamiche di coppia, con un finale che non ti aspetti».
A proposito di coppia, qual è il segreto per farla durare? Bisogna essere un po’ amanti?
«Bisogna evitare di abituarsi al rapporto, darlo per scontato, fare troppo gli amici. L’amore è un’altra cosa e va alimentato quotidianamente».
Il lavoro di attore lo aiuta o lo complica?
«Rischia di complicarlo per le lunghe assenze dovute ai set e alle tournée, ma tutto dipende dall’intelligenza dei partner, dalla cura che mettono nel rispettarsi».
Prossimi impegni?
«Sempre a teatro farò un’altra pièce dal titolo Malinconico moderatamente felice, liberamente tratta dalla fiction Vincenzo Malinconico avvocato d’insuccesso. Di scena a Napoli da aprile a maggio, punta i riflettori sulle inquietudini sentimentali del protagonista».
Concludendo, che momento è questo della tua carriera?
«Indiscutibilmente buono. Me la godo tutta, ma con tranquillità, perché sono arrivato alla popolarità dopo una lunga gavetta. È proprio l’esserci arrivato tardi che mi ha aiutato a non perdere il contatto con la realtà. Andare in prima serata su Raiuno, ti regala una fama immediata, la gente comincia a riconoscerti per strada, ma basta qualche mese e si sono già dimenticati di te. L’importante, quindi, è capire che questa cosa non è reale e rimanere sempre con i piedi per terra».

