Prodotto dalla label ‘Dodicilune’ e distribuito dalla ‘Ird’, è uscito a gennaio di quest’anno ‘Uncaged Bird’. Il nuovo CD della vocalist pugliese Lisa Manosperti. Il disco rappresenta un omaggio alla cantante, compositrice e attrice statunitense Abbey Lincoln(1930 – 2010),nota anche per essere stata portavoce dei diritti civili durante gli anni ’60. Oltre alla voce della Manosperti nel prodotto discografico sono presenti Roberto Ottaviano (sassofoni), Umberto Petrin (pianoforte), Silvia Bolognesi(contrabbasso) e Cristiano Calcagnile (batteria), mentre le note di copertina sono a cura di Luigi Onori.
Lisa Manosperti, a proposito del disco racconta: «Quando ho ascoltato per la prima volta il trittico ‘Prayer, Protest, Peace’ interpretato da Abbey Lincoln nella suite di Max Roach ‘We Insist! Freedom Now Suite’ ho pianto. In quelle grida, quei sospiri, quella rabbia, c’è molto più di una voce o di una interprete. C’è l’appartenenza, la rabbia e anche la rassegnazione di un popolo che da secoli è stato costretto all’umiliazione ed alla sottomissione. Una voce, quella di Abbey, fuori dal coro, senza orpelli o abbellimenti, asciutta e fiera della sua diversità. Un esempio per me e per chi si avvicina al mistero del canto. Questo disco vuol essere un piccolo, dovuto omaggio a questa immensa vocalist, compositrice e songwriter a mio parere un po’ troppo sottostimata e che senza dubbio merita di essere annoverata tra le grandi cantanti del jazz».
La singer ha studiato armonia jazz e pianoforte con docenti quali Vito Di Modugno, Guido Di Leone, Nico Marziliano e canto lirico per tre anni con il soprano Rossella Ressa. Ha conseguito la Laurea di primo (2012) e secondo (2015) livello in Canto Jazz presso il Conservatorio ‘Piccinni’ di Bari con il massimo dei voti. Ha poi frequentato i seminari di ‘Umbria Jazz’ e numerosi altri con artisti e docenti come Mark Murphy, Bobby Mc Ferrin, Steve Prosser, Donna Mc Elroy, Tiziana Ghiglioni, Tommaso Lama, Bob Stoloff. Approfondendo, poi, lo studio della ‘fisiologia della voce’ frequentando numerosi stage con il foniatra esperto in vocologia artistica, prof. Franco Fussi e la dottoressa Cristina Liuzzi, conseguendo numerose certificazioni per l’insegnamento della tecnica ‘Estill Voice Traning’ (corsi di tecnica vocale per canto, recitazione, doppiaggio ed altri usi della voce.). Nel 1997 è stata voce solista nel CD ‘Un concerto per una vita’ distribuito dalla Regione Puglia in collaborazione con Admo (Associazione donatori di midollo osseo) per scopi benefici.
Lisa Manosperti ha inciso due dischi a suo nome: ‘La Foule’ e ‘Where the west begins’. In questo progetto scrive testi originali meritando eccellenti recensioni e la nomina tra le migliori 10 cantanti jazz italiane (Jazzit Awards 2011 e 2012), inoltre il disco viene scelto tra i migliori dischi del 2011. Compare in importanti produzioni discografiche come il disco “For Mandela” registrato dal vivo con la ‘Minafric Orchestra feat Louis Moholo, Julie Tippetts, Keith Tippets, Livio e Pino Minafra, Marco Sannini, Roberto Ottaviano’. portandolo su numerosi palchi nazionali e internazionali. Nel 2015 ha registrato da leader ‘Fado encontra jazz’ cimentandosi nella reinterpretazione in chiave jazz di brani della tradizione portoghese e ha partecipato al progetto ‘Hunger and Love’, sempre per la Dodicilune, dedicato a Billie Holiday, scelta insieme alle migliori vocalist italiane. Del 2017 è il disco ‘Il basso e le voci’, in omaggio alla vocalist scomparsa Mariella Carbonara in duo con il bassista e organista Vito Di Modugno. La sua voce versatile e il suo interesse verso molteplici musiche le hanno permesso di collaborare con artisti di enorme spessore come Paolo Fresu, Paolo Tomelleri, Gigi Lomuto, Charlie Hoellering, Tony Scott, Bobby McFerryn (rassegna Bari in Jazz), Javier Girotto, Tom Kirkpatrick, Bob Mover, Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso, Gianni Lenoci, Nando Di Modugno, Giuseppe Milici, Mirko Signorile.
Da diversi anni insegna canto jazz, moderno e pop, dirige il ‘Coro Rock’ della scuola ‘Il Pentagramma’ di Bari. Partecipa a numerose trasmissioni Rai come ‘I fatti vostri’ con Salvo Sottile oltre ad ‘Oggi è un altro giorno’ con Serena Bortone. Attualmente è al lavoro su un progetto dedicato ai Radiohead con il contrabbassista Pierpaolo Martino e su un progetto originale dedicato alle donne, dove figura in qualità di compositrice e autrice. È molto attiva a livello concertistico e si esibisce in prestigiose rassegne su tutto il territorio nazionale.
Il disco
Sulla musica e sull’arte canoro-compositiva di Abbey Lincoln (1930-2010) esistono solo due album. Se ne aggiunge ora un terzo, pensato e realizzato dalla vocalist Lisa Manosperti. Quest’omaggio alla vocalist afroamericana nasce dal profondo, dall’esigenza di dar voce allo spirito libertario e creativo di una donna che ha sofferto e lottato nella propria vita, affermandosi infine con un songbook (innovativo e ricchissimo composto da 80 brani), basato su esperienze reali e concrete, sulla vita personale e collettiva narrate attraverso uno straordinario e catartico storytelling e uno stile vocale che scolpisce ogni singola parola. Così Lisa Manosperti ha deciso di non ‘rifare’ la Lincoln ma di rileggerla e interpretarla con nuovi arrangiamenti in una felice e personale scelta antologica che va dal 1959 al ‘98, privilegiando il maturo decennio del 1990 della produzione francese Polygram/Verve sotto l’egida di Jean-Philippe Allard. Nella varietà di strutture e tematiche, complice l’eccezionale quartetto, la vocalist mantiene il mood originale nel filosofico ‘Should’ve Been’ e nella poesia ‘First Song’. Altri brani vengono mutati nell’organico e nell’impatto come il drammatico ‘The World Is Falling Down’ e il narrativo ‘Bird Alone’ (in trio) e l’informale ‘Let Up’ in duo con Petrin. Per ‘You Gotta Pay the Band’, ancora in trio, c’è un’autentica risignificazione con il pezzo che si fa brevissimo e fulminante, quasi cabarettistico. ‘Straight Ahead’ perde la livida drammaticità diventando un’anomala ballad; ‘The Music Is the Magic’ e ‘And It Supposed To Be Love’ vengono rese jazz con efficacia. Su due brani fondamentali della Lincoln (‘Throw It Away’ e ‘Caged Bird’) si privilegiano un tempo veloce oltra ad una dimensione coltraniana, esaltata da Roberto Ottaviano e dal quartetto. Ma è la voce di Lisa Manosperti che convince, perché ha metabolizzato la lezione della Lincoln ma non la imita, trovando accenti, intervalli, suoni personali sulla lunghezza d’onda di Abbey, con una sofferta sincerità.
Tracklist album
1) Should’ve Been
2) Straight Ahead
3) The Music Is The Magic
4) And It’s Supposed To Be Love
5) Bird Alone
6) The World Is Falling Down
7) Let Up
8) Trow It Away
9) You Gotta Pay The Band
10) First Song
11) Caged Bird

