Premio per la Migliore Sceneggiatura alla 81esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il film del regista brasiliano Walter Salles arriva al cinema dal 30 gennaio con BiM Distribuzione

Tratto dalla vera storia di Marcelo Rubens Paiva e dal suo romanzo omonimo, Io sono ancora qui racconta un pezzo di storia del Brasile ancora poco conosciuto. È un film doloroso e carico di tensione che attraverso il dramma di una famiglia racconta la tragedia di una nazione intera.

Rio de Janeiro: sole, mare, ragazzini che palleggiano sulla spiaggia, altri che fanno volare il pallone da una parte all’altra della rete. Sembra un’estate come tante, ma non è così. Siamo infatti nel 1970 e da sei anni il Brasile è oppresso da una dittatura militare feroce che soffoca la libertà di parola e l’opposizione politica. Se ne accorgono Veroca e i suoi amici, fermati e maltrattati dall’esercito che pattuglia le strade notte e giorno e che istituisce posti di blocco ovunque. Veroca è la primogenita dei Paiva, una famiglia borghese composta dal padre Rubens, dalla madre Eunice e dai fratelli e sorelle Eliana, Nalu, Marcelo e Beatriz. I Paiva vivono in una grande casa ai margini della spiaggia e contrastano il clima di oppressione che si vive nel Paese aprendo le porte a parenti e amici, in un’atmosfera – all’apparenza –  di spensieratezza e allegria. Ma la preoccupazione serpeggia in famiglia. Tanto che Veroca – che l’anno successivo dovrà iniziare l’università – viene spedita per sicurezza a Londra, nel timore che possa finire pericolosamente nelle fila del movimento studentesco inviso al regime. Ma il dramma sta comunque per bussare alla porta dei Paiva: un manipolo di uomini armati irrompe in casa e sequestra Rubens, reo di essere stato un deputato del Partito dei Lavoratori prima del golpe militare del 1964. Arrestato e portato in un luogo sconosciuto, Rubens svanisce nel nulla. È il momento per Eunice di prendere in mano le redini della famiglia. Dopo essere stata imprigionata anch’essa per diversi giorni, non si dà per vinta e cerca con tutte le forze di rintracciare il marito, invocando l’habeas corpus – il principio volto a impedire la detenzione arbitraria e illegale dei cittadini – andando però regolarmente a sbattere contro il muro di gomma delle autorità, che continuano a negare l’arresto dell’uomo. La battaglia di Eunice però non si ferma, con coraggio e dignità lotterà tutta la vita per la verità e la giustizia. 

Il regista Walter Salles conosceva bene i ragazzi dei Paiva e anche la loro casa. Come fosse ancora seduto in un angolo di quella grande abitazione dove si snoda gran parte della storia, ci mostra le drammatiche vicende vere vissute dalla famiglia con uno sguardo affettuoso ma discreto. Mette in scena il dolore di una moglie e madre – ma anche lo spaesamento dei figli – senza indulgere al melodramma, senza mai cercare la facile commozione. La straordinaria Eunice impersonata da Fernanda Torres è una donna che pur vivendo una enorme tragedia familiare e umana, non si agita in modo scomposto, abbandonandosi agli strepiti e alle urla, no, lei affronta la situazione a testa alta, proteggendo i suoi figli con la forza del sorriso e della determinazione.   

IO SONO ANCORA QUI

Regia di Walter Salles

Con Fernanda Torres, Fernanda Montenegro, Maeve Jinkings, Selton Mello, Valentina Herszage