(di Antonino Ianniello) Ileana Mottola, jazz singer salernitana ma cittadina del mondo, non è solo una bravissima cantante con una voce accattivante e riconoscibile, ormai è entrata a pieno titolo, anche se ‘step by step’, nel mondo del jazz che conta. Oggi, oltre che interprete è anche autrice, compositrice, vocologa (insegnante di tecnica vocale), conduttrice radiofonica. Mille le sue risorse, grazie alle quali attraversa tre conservatori: docente di ‘lingua inglese e storia della musica jazz’presso il ‘Gesualdo da Venosa’ di Potenza, diploma di I livello in ‘Musiche improvvisate Jazz ed Extracolte’presso il ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno e il biennio specialistico in ‘Canto Jazz’presso il ‘Domenico Cimarosa’ di Avellino. Laureata in Lingue e Letterature straniere, è anche specializzata in ‘Vocologia artistica’ presso l’Università di Bologna. 

Nell’ultimo periodo, Mottola ha sfornato due dischi: ‘Sixties Mood’ e ‘Cool life’, entrambi per la label ‘Alfa Music’. Il primo è di stampo soul jazz, con la partecipazione di musicisti americani di rilievo: il trombettista-cantante Benny Benack III, (Wynton Marsalis lo ha indicato tra le nuove promesse del jazz internazionale), il virtuoso flautista Itai Kriss(nominato ai Grammy ed elogiato dalla ‘Jazz Wax Records’ come uno dei più eccitanti nuovi flautisti-compositori sulla scena internazionale) e il trombettista Jim Rotondi (presente nelle big band di Ray Charles e Bob Mintzer).

Il secondo disco, ‘Cool life’, è stato realizzato con Joel Holmes, considerato uno dei migliori pianisti emergenti a livello mondiale, quattro volte candidato ai Grammy Award, nominato come pianista della storica formazione dell’indimenticabile Roy Hargrove; Francesco Puglisi, tra i contrabbassisti più attivi in Italia nel jazz e non solo. Può bastare sapere con chi ha collaborato: fra i tanti Maurizio Giammarco, Enrico Pieranunzi, Massimo Urbani, Enrico Rava, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Gianni Basso, Dino Piana, Franco D’Andrea, Javier Girotto, Danilo Rea, Tullio De Piscopo, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, tra gli italiani, ma anche con grandi jazzisti stranieri. Nomi pazzeschi come Chet Baker, Kenny Clark, Gary Bartz, Sonny Fortune, Bob Mintzer, Lee Konitz, Benny Golson, Steve Grossman. Alla batteria, nel disco della Mottola, c’è Alessandro D’Anna che, sin dal suo arrivo sulla scena nazionale ha fatto musica che viene fuori da uno straordinario talento nel sentire il futuro e da un desiderio ostinato di suonarlo. Divide palco e collabora con jazzisti internazionali in tutto il mondo come, Joel Holmes, Essiet Okon Essiet, Benito Gonzalez, Freddie Hendrix, Janusz Muniak, John Taylor, Eve Cornelious, Gregory Boyd, Abraham Burton, Rick Germanson, Bruce Barth, Jon Davis, Antoine Drye, Benny Benack III, Reinier Baas, Rotem Sivan, Alexi Tuomarila, Carlo Conti, Maurizio Giammarco, Ares Tavolazzi, Fabio Zeppetella, Fabrizio Bosso, Andrea Rea, Daniele Sorrentino, Roberto Tarenzi, Rodolfo Maltese e tanti altri. Un incontro certamente di intensa suggestione quello tra il pianista americano Joel Holmes e la cantante campana Ileana Mottola, qualcosa che è venuto fuori con la naturalezza delle cose che sembrano destinate a essere. Parole che si incastonano preziose tra le note di composizioni cesellate dalle abili mani di chi porta avanti la tradizione della grande scuola jazzistica statunitense arricchendola di dettagli stilistici multiforme; la voce tocca tasti profondi dell’animo umano edil piano canta storie. Il timing solido e al tempo stesso liricamente fluido di Francesco Puglisi al contrabbasso è una certezza. Il drumming di Alessandro D’Anna fonde con originalità la tradizione italiana e la sperimentazione nord europea.

‘Cool life’ si apre con ‘Space Travel’ e ‘Night in Torino’, a firma di Ileana Mottola e Joel Holmes, segue ‘Remember’, musica e testi dalla stessa singer salernitana, è poi la volta di ‘Smile’, composizione scritta da Charlie Chaplin nel 1936 e divenuta – negli anni – un classico fra i più noti ed eseguiti della musica internazionale il disco continua con ‘Primrose’ di Martin Spiegelberg per poi proseguire con ‘Someday’ che come per ‘Remember’ è a firma (musica e testi) di Ileana Mottola. A questo punto il brano che dà il titolo all’album e a firma del duo Holmes e la jazz singer campana. Chiude il lavoro ‘Love Theme from Spartacus’ di Alex North. In sintesi otto brani che pongono in risalto le menti di due artisti incontratisi quasi per un caso della vita, una fusione che rende l’amabilità e la voce avvolgente della cantante salernitana e l’acclamato Joel Holmes, pianista statunitense tra i più grandi di questa nuova generazione. La conclusione è che si nota da lontanissimo il felice connubio tra il canto della Mottola e il pianismo dell’americano in un percorso snello e significativo e l’attenzione al mood afroamericano.