Su Raitre sabato 8 giugno 2024 un documentario di grande attualità diretto da Michele Cinque: la storia dell’imbarcazione tedesca che ha salvato la vita a migliaia di persone 

Per tutta l’estate, in seconda serata su Raitre, ogni sabato va in onda il ciclo “Mai visti prima”, prime visioni del cinema italiano d’autore contemporaneo. Dal Nord al Sud, dal dramma alla commedia, al fantasy, un’offerta delle tendenze cinematografiche e delle nuove narrazioni della società contemporanea, espressioni dell’eclettica vivacità dei nostri autori. Film coprodotti da Rai Cinema usciti in sala, che aspettano di essere riscoperti dal pubblico del piccolo schermo.

Sabato 8 giugno alle 0.30 è la volta del docufilm Iuventa di Michele Cinque.

Diciotti, Aquarius, Iuventa, navi civili e militari, volontari e professionisti: per anni questi nomi e situazioni hanno costituito il pane quotidiano di giornali e Tg. La questione migranti è un’urgenza di fronte alla quale non si può girare la testa dall’altra parte. Invece, le esigenze della politica fanno spesso a pugni col senso di umanità che in questi casi dovrebbe essere anteposto a qualsiasi altra considerazione. C’è comunque chi di fronte a tutto ciò non se ne è stato con le mani in mano. Sono i ragazzi della Ong tedesca Jugend Rettet che nel 2016 hanno attivato un crowdfunding per comprare un vecchio peschereccio, poi rinominato Iuventa, con il quale hanno tratto in salvo oltre quindicimila esseri umani. Il 2 agosto 2017, però, la loro missione è stata bloccata col sequestro della nave a Lampedusa. Sequestro poi confermato da una sentenza della Cassazione.

La storia della Iuventa è raccontata nell’omonimo film di Michele Cinque, che ha seguito per oltre un anno l’avventura dei giovani della Jugend Rettet. «Sono stato colpito da questa storia percependo subito la sua importanza sia da un punto di vista simbolico che reale», racconta il regista, «erano già presenti tutti gli elementi chiave: la giovane età dei protagonisti, lo slancio utopico che li aveva spinti a lanciarsi in questa impresa, il desiderio di cambiare il mondo e una grande forza di volontà che, come era prevedibile, li avrebbe portati a un certo punto a scontrarsi con la durezza della realtà».

Il documentario attraversa la vita sulla barca, le speranze e i timori dei ragazzi della Ong, il ritrovamento dei barconi, i drammatici salvataggi, l’incontro con la morte. Ma il film non si ferma alla vita in mare, segue i ragazzi della Jugend Rettet prima a Berlino poi in Croazia, in Sicilia e a Malta, per investigare e raccontare il gesto utopico di questi ragazzi europei, le loro idee e i loro sogni e le profonde istanze che li hanno motivati fino al drammatico scontro con la realtà.

Iuventa, per la giovane età dei protagonisti, è una sorta di racconto di formazione: il trovarsi davanti all’orrore della tragedia che si consuma quotidianamente nel Mediterraneo e la graduale presa di coscienza della complessità dei problemi socio-politici connessi al grande tema della migrazione portano i giovani protagonisti a mettere in dubbio il senso dell’intero progetto e, in qualche modo, alla perdita dell’innocenza. 

(foto Credit Cesar Dezfuli)