È stato scelto San Lorenzo Nuovo (Viterbo) per dare il via alle presentazioni itineranti del libro L’Archeologia di Bolsena e il Fanum Voltumnae, edito da Angelo Di Mario APS con il patrocinio del MIC (Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali). 

L’incontro, organizzato dalla Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario con la partnership del comune di San Lorenzo Nuovo, si tiene il 25 maggio alle ore 17.30 presso la Sala Consiliare. Un libro che farà discutere e che segna una tappa importante, attraverso le testimonianze autorevoli di Alessandro Morandi (noto linguista ed epigrafista), Angelo Timperi (archeologo che si è occupato di Bolsena per molti anni nel sito di Poggio Moscini), Marco Castracane (storico dell’arte), Tatiana Melaragni (archeologa), si vuole ridare giusto equilibrio, alla luce di studi scientifici aggiornati, alla dibattuta questione sulla collocazione della sede del Fanum Voltumnae (Bolsena o Orvieto?). 

Con una dovizia e ricchezza di notizie, evidenze archeologiche, epigrafiche, storiche, artistiche e sacrali si ricompone, partendo dalle più recenti acquisizioni e dichiarazioni accademiche, un quadro obiettivo in grado di restituire la giusta posizione all’abitato antico etrusco di Bolsena ed alla collocazione del Fanum Voltumnae, in particolare proprio l’area di Bolsena è indicata da noti linguisti e archeologi, quali Morandi e Timperi, come luogo dell’antica Velzna e non Orvieto. Una occasione questa del 25 maggio per iniziare ad aprire un dibattito e sollecitare un confronto ed una apertura serena nelle ricerche, affrontando un clima troppo spesso incandescente e di parte.

Dichiara la direttrice della Biblioteca Maria Grazia Di Mario, sorpresa dagli scontri e chiusure di accademici ed operatori culturali del territorio bolsenese: «Appare ormai necessaria una rivalorizzazione territoriale al fine di salvaguardare e proteggere tutto il  patrimonio esistente non solo a Orvieto, ma a Bolsena e anche in comuni come San Lorenzo Nuovo, nel quale, ad esempio, sono state rinvenute importanti evidenze archeologiche (Monte Landro) a cura del gruppo Archeologico Turan, tra cui l’importante scritta Velch incisa su un frammento in pietra vulcanica».

Temi affrontati nel volume e che saranno dibattuti nell’incontro: Volsinienses/Salpinates (Morandi); Un reperto singolare. Dovuto a Voltumna, II (Timperi); Bolsena e il suo Lago (Castracane); L’importanza di un territorio, quanto esso ha inciso sulla scelta dei luoghi sacri e quanto oggi può essere elemento fondamentale per il turismo locale (Melaragni).  

«Ci auguriamo, come Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario, di continuare a ricordare l’operato di Angelo Di Mario (scultore, poeta e studioso appassionato di lingue antiche, in particolare di etruscologia) attraverso iniziative che possano contribuire a favorire una ricerca indipendente, motivo ispiratore del suo percorso artistico/scientifico che individuava Velzna/Bolsena quale città sacra degli etruschi ricostruita da Ilio (e confusa con Troia) ugualmente città sacra da abbattere e di cui cancellare la memoria, una sorta di damnatio memoriae che continua a legare le due città scomparse». Tesi che non vogliono mortificare le ipotesi orvietane, come dichiara Morandi nel volume “sempre disponibile a cambiare opinione in presenza di prove certe e scientifiche nell’area di scavo del Campo della Fiera, per la quale appare necessario il rinvenimento di una quantità e qualità maggiore di reperti“. 

Interventi anche del sindaco Massimo Bambini e dello studioso locale Luigi Catena.  

L’incontro è aperto agli interventi del pubblico presente.