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Davvero poche volte mi è capitato di essere attratto da un libro già dal suo titolo. Ho
l’abitudine di andare oltre, di dare uno sguardo alla trama, al background dell’autore o
dell’autrice, magari anche di andare a leggere un paio di recensioni. Con Come Onde Sulla
Sabbia
ciò non è servito: c’è qualcosa che già nel titolo mi ha fatto pensare “sei il libro che
fa per me”.
Forse vi starete chiedendo il perché. Trovo che si tratti di un titolo incredibilmente evocativo,
in grado di unire immagini molto diverse tra loro, trasmettendo fin da subito una sensazione
di leggerezza. Leggerezza che, come ci ha insegnato Italo Calvino, non significa
superficialità. Penso che ciò che mi ha colpito di più di Come Onde Sulla Sabbia sia proprio
la leggerezza con cui l’autrice ha affrontato questo racconto, scegliendo di mettere cuore e
spirito in un racconto atipico, incredibilmente originale nella sua unicità.
Di cosa parla esattamente questo romanzo, scritto da Marzia Pendini? Al centro di tutto vi è
un viaggio, un costante peregrinare di una donna che esplora il mondo, mentre cerca intorno
a sé le risposte alle domande che ha dentro. Un movimento centripeto e uno centrifugo che
si uniscono e si mescolano.
Ciò che mi ha conquistato, devo dirlo, è la scelta di scrivere in prima persona. Non si tratta
solo di ascoltare le parole della protagonista dal suo punto di vista, ma anche di
immedesimarsi pienamente in lei. Ogni scelta che fa è sua e nostra al tempo stesso, e mi ha
portato a leggere avidamente pagina dopo pagina, in una folle e appassionante corsa verso
il finale.
In ogni uomo che incontra, in ogni difficoltà che affronta, in ogni ostacolo che supera
possiamo riscoprire una parte della nostra vita. La protagonista descritta da Marzia Pendini
è così tremendamente umana da farci sentire che cammina al nostro fianco, quasi come
fosse un’amica da vedere dopo poco al bar per raccontarsi a vicenda le proprie difficoltà.
Non lo nego, mi sono emozionato più e più volte. Lo stile di Marzia Pendini si presta davvero
bene a questo genere di romanzi, e spero in futuro di leggere altro scritto da lei.
A proposito: leggendo la biografia dell’autrice mi sono chiesto più volte se in ogni riga ci
fosse qualcosa di autobiografico. Mi piace pensare che Come Onde Sulla Sabbia nasca da
un iniziale flusso di coscienza che ha poi trovato il suo ordine nelle pagine di un libro. Non so
se sia effettivamente così, e credo che in realtà vada più che bene non avere certezze, così
da consentire a ogni lettrice e ogni lettore di farsi la sua personale idea pagina dopo pagina.
Non vi faccio nessuna anticipazione sul finale, ma sappiate che dopo aver terminato la
lettura mi sono ritrovato nuovamente a pensare al titolo del romanzo, chiedendomi se fosse
riuscito a mantenere la sua iniziale promessa. E la risposta non può essere che sì: ogni
parola scelta dall’autrice contiene dentro di sé delicatezza e forza, leggerezza e passione.
Buona lettura, e alla prossima recensione!

Francesco Ferri