L’attore (e regista) da lunedì 8 aprile è il protagonista della nuova serie di Raiuno Il clandestino, diretta da Rolando Ravello

Non è certo la prima volta “in Rai”, per Edoardo Leo, visto che ci ha mosso i primi passi come attore una trentina di anni fa, ma potrebbe essere la volta buona, televisivamente parlando. Sì, perché l’attore romano, già volto popolare di film di cassetta quali Smetto quando voglio e Perfetti sconosciuti, ora tenta la carta della grande fiction grazie a una nuova serie in sei puntate che sembra tagliata su di lui. Stiamo parlando de Il clandestino, noir metropolitano in onda dall’8 aprile il lunedì sera su Raiuno, dove indossa i panni di un ex ispettore dell’antiterrorismo che, dopo un’azione finita in tragedia, si reinventa investigatore privato. 

«Luca Travaglia, il mio personaggio – spiega Edoardo – è un un uomo tormentato dal rimorso di non aver saputo evitare l’attentato in cui non solo ha perso la vita la donna che amava, ma un suo collega è rimasto paralizzato. Problematico e scontroso, ha deciso di espiare le sue colpe aiutando quelli che prima non vedeva e ora riconosce, i clandestini. Lui stesso si sente un clandestino a casa sua». 

Punti in comune con Luca? «Sicuramente la tendenza a essere schivo e riservato». Ci sarà un Clandestino 2? «Me lo auguro, ho aspettato tanti anni prima di trovare un personaggio iconico come questo e non ho problemi ad ammettere che mi piacerebbe essere clandestino ancora per un po’». Perché il pubblico dovrebbe vedere la serie? «Perché lancia un messaggio importante, soprattutto per il momento storico che stiamo vivendo: empatizzare con chi è meno fortunato di noi e provare a mettersi nei suoi panni». 

(Foto Chiara Calabrò)