È un momento d’oro quello che sta vivendo Luisa Ranieri: la sua Lolita Lobosco, di cui Raiuno sta trasmettendo la terza stagione, cattura una media di oltre cinque milioni di telespettatori a puntata, per non parlare del cinema, che la vede impegnata, per la seconda volta, su un set di Paolo Sorrentino: «Di certo “nun me pozzo lamentà», dice col suo accento partenopeo l’attrice, «il successo è arrivato piano piano, che poi se non fosse stato per mio marito Luca (Zingaretti, ndr) che portava a casa la pagnotta, figuriamoci se potevo permettermi  di stare ad aspettare il copione giusto come quello di Lolita». 

A proposito della vicequestore nata dalla fantasia della scrittrice Gabriella Genisi, cos’ha Luisa in comune con lei? «La passione per le scarpe con tacco dodici, ma anche una certa fragilità, solo che io ci convivo, mentre lei resta una donna disfunzionale che fatica a trovare l’uomo giusto». Cosa che a Ranieri è riuscita a meraviglia con il marito Luca Zingaretti, conosciuto vent’anni fa sul set della miniserie Cefalonia. «Abbiamo trovato un nostro equilibrio, siamo stati fortunati». Suggerimenti per non far scoppiare la coppia? «Rispettare ciascuno il lavoro dell’altro e mettere le nostre figlie Emma e Bianca (la prima nata nel 2011, l’altra nel 2015, ndr) al primo posto». 

Lolita è apparsa a molti come il contraltare al femminile del commissario Montalbano, personaggio simbolo dello stesso Zingaretti: qualche rivalità in famiglia? «Al contrario . È stato Luca a  farmi leggere i libri della Genisi, che mi hanno subito conquistato. Dopodiché è nata la fiction omonima prodotta da mio marito con Angelo Barbagallo». 

Miniserie a parte, nel corso della sua carriera Luisa Ranieri ha fatto centro anche sul grande schermo. Lanciata dal famoso spot-tormentone “Antò, fa caldo”, nel 2004, fu notata nientemeno che dal compianto Michelangelo Antonioni, che la volle per un episodio del suo Eros. Per non parlare di Paolo Sorrentino che l’ha pretesa nel cast di È stata la mano di Dio, selezionato tra i migliori film stranieri agli Oscar 2022. A Ferzan Özpetek, invece, deve la parte di Titti in Nuovo Olimpo. La ciliegina sulla torta è stata la chiamata del divo hollywoodiano Johnny Depp, che dopo averla vista nel film di Sorrentino, l’ha voluta in Modì, biopic ispirato alla vita del pittore Amedeo Modigliani. «Quando me l’ha detto il mio agente ho pensato a uno scherzo», svela Luisa, «invece era tutto vero. Per me Depp ha pensato al ruolo della modella Rosalie. È stata l’ennesima bella esperienza della mia carriera». 

Quanto al nuovo film di Sorrentino, Partenope, che la vede impegnata in questi giorni: «Posso solo dire che si gira tra Napoli e Capri e che la pellicola prende spunto da una delle più grandi tradizioni napoletane, il mito della sirena Partenope, per saperne di più dovrete aspettare di vederlo in sala».