Grande successo oltralpe per il film d’esordio alla regia di Paola Cortellesi

È il primo film italiano in Francia per numero di presenze dal dopo-pandemia. Parliamo di C’è ancora domani, la pellicola di esordio di Paola Cortellesi alla regia, che nel primo weekend di uscita, distribuito nei cinema francesi da Universal con il titolo Il reste encore demain, registra un numero di presenze nelle sale pari a 118.000 spettatori con un incasso di circa 800.000 euro.

Questi i commenti in breve delle varie testate francesi: 

Invocando il passato, la regista italiana ha creato un film toccante e attuale che risuonerà in ogni donna, indipendentemente dalla generazione – Première

Diretto con vitalità, illuminato da momenti di sfrenata allegria, venato di un’ironia quasi burlesca, C’è ancora domani si colloca sul filo di una tragicommedia che ha il merito di far sentire, in mezzo alle vecchie voci del passato, la speranza di un futuro migliore – Le Monde

Cortellesi osa tutto e colpisce nel segno – L’ Obs

Una toccante storia di emancipazione – Le Journal du Dimanche

Un’impresa cinematografica inaspettata, crudele, divertente, senza compromessi ed essenziale per più di una ragione – Bande à part 

Un piccolo miracolo – Télé Loisirs 

Una luminosa tragicommedia sul patriarcato – Elle

La forza di questo film femminista è che tratta un argomento oscuro in modo molto originale, oscillando tra umorismo, leggerezza e dramma – Le Parisien

Un’opera prima audace, sapiente e piena di guizzi. E soprattutto sconvolgente – Télé 2 Semaines

Questo primo film dell’attrice Paola Cortellesi unisce femminilità e libertà – Voici

Paola Cortellesi si muove con grazia e intelligenza tra fantasia, gravità, umorismo, poesia, prendendo in prestito tanto dalle commedie musicali quanto dal neorealismo. La colonna sonora spazia tra varietà, opera, hip-hop… che bella libertà – Sud Ouest

La trama: Delia (Paola Cortellesi) è la moglie di Ivano, la madre di tre figli. Moglie, madre. Questi sono i ruoli che la definiscono e questo le basta. Siamo nella seconda metà degli anni’ 40 e questa famiglia qualunque vive in una Roma divisa tra la spinta positiva della liberazione e le miserie della guerra da poco alle spalle. Ivano (Valerio Mastandrea) è capo supremo e padrone della famiglia, lavora duro per portare i pochi soldi a casa e non perde occasione di sottolinearlo, a volte con toni sprezzanti, altre, direttamente con la cinghia.
Ha rispetto solo per quella canaglia di suo padre, il Sor Ottorino (Giorgio Colangeli), un vecchio livoroso e dispotico di cui Delia è a tutti gli effetti la badante. L’unico sollievo di Delia è l’amica Marisa (Emanuela Fanelli), con cui condivide momenti di leggerezza e qualche intima confidenza. È primavera e tutta la famiglia è in fermento per l’imminente fidanzamento dell’amata primogenita Marcella (Romana Maggiora Vergano), che, dal canto suo, spera solo di sposarsi in fretta con un bravo ragazzo di ceto borghese, Giulio (Francesco Centorame), e liberarsi finalmente di quella famiglia imbarazzante. Anche Delia non chiede altro, accetta la vita che le è toccata e un buon matrimonio per la figlia è tutto ciò a cui aspiri. L’arrivo di una lettera misteriosa però, le accenderà il coraggio per rovesciare i piani prestabiliti e immaginare un futuro migliore, non solo per lei.