Un film ambientato negli anni in cui Roma era la Hollywood sul Tevere, tra sogni di celluloide e fiducia nel futuro, diretto da Saverio Costanzo e dedicato a suo padre Maurizio

Altre due interessanti figure femminili si vanno ad aggiungere alla galleria di personaggi dei film di Saverio Costanzo. Dopo la Mina (Alba Rohrwacher) di Hungry Hearts e la coppia Lila-Lenù (Gaia Girace-Margherita Mazzucco) della serie L’amica geniale, ecco due donne molto diverse tra loro, ma entrambe dotate di carisma e spessore. Sono Mimosa e Josephine, interpretate rispettivamente dalla semi esordiente Rebecca Antonaci e dalla diva britannica Lily James, ovvero le protagoniste di Finalmente l’alba, il nuovo film del regista romano, nelle sale dal 14 febbraio 2024, dopo il passaggio in concorso all’ultima Mostra di Venezia. 

Mimosa è una ragazza semplice della Roma degli anni ’50, quella Roma che si appresta a diventare la “Hollywood sul Tevere”, attirando nella Capitale decine di produzioni e di divi d’oltreoceano. Un giorno, accompagna a Cinecittà sua sorella Iris, perché un fantomatico talent scout ha promesso a quest’ultima un lavoro come attrice in un peplum ambientato nell’antico Egitto. Iris viene presa, ma solo come comparsa fra le tante; Mimosa, invece, per una serie di circostanze casuali, finisce in una figurazione speciale accanto alla protagonista del film, Josephine Esperanto, una veterana della Hollywood classica che non vede di buon occhio la nuova generazione di attori rappresentata da Nan Roth (Rachel Sennott), altra interprete della pellicola. 

Da quel momento, per la giovane Mimosa inizia un vortice di esperienze e di emozioni dalle quali emergerà, trasformata, soltanto la mattina dopo. 

Dopo aver accettato un passaggio in auto dalla Esperanto, accompagnata dal gallerista italo-americano Rufus Priori (Willem Dafoe) e dal protagonista maschile del peplum, Sean Lockwood (Joe Keery), attore per il quale la ragazza stravede, finisce in una torbida festa dell’alta società romana che si svolge in una lussuosa villa del litorale, la stessa nella quale sembra abbia passato la notte anche Wilma Montesi, l’aspirante attrice il cui corpo è stato trovato senza vita sulla spiaggia di Capocotta soltanto qualche ora prima. Tra lascive esibizioni canore (di Michele Bravi, cantante en travesti), poesie mute (della “svedese” Sandy), ambigui convegni carnali, strisce di cocaina, leoni in libertà per le strade della città e balli cheek to cheek, la notte di Mimosa sembra non finire mai. Ma al risveglio lei sarà un’altra persona, non più una ragazza ma una donna. 

Finalmente l’alba è un racconto di formazione che miscela elementi di fantasia con personaggi e avvenimenti reali, come la Alida Valli di Alba Rohrwacher o la vicenda di cronaca del delitto Montesi che corre in parallelo con la storia di Mimosa. Ambientato in un’Italia uscita da pochi anni dalla guerra – in fase di ricostruzione, piena di ottimismo e nella quale il grande schermo regala sogni a occhi aperti – ci mostra il passaggio, in parte doloroso, dal vecchio mondo al nuovo. Attraverso lo sguardo puro ma allo stesso tempo critico di Mimosa, riviviamo le atmosfere di un’epoca carica di speranze e di fiducia nel futuro, ma sulla quale già si addensavano le ombre della corruzione e della disillusione.

FINALMENTE L’ALBA

Regia: Saverio Costanzo

Cast: Rebecca Antonaci, Lily James, Joe Keery, Willem Dafoe, Rachel Sennott, Alba Rohrwacher, Sofia Panizzi, Michele Bravi