Sulla piattaforma Chili è disponibile Inmusclâ, il mystery che il regista Michele Pastrello ha girato nell’innevata e non antropizzata Valcellina friulana, usando come lingua il clautano, una variante della lingua friulana, usata nella valle. 

Distribuito da Emerafilm, è un thriller psicologico dalla forte impronta allegorica su antinomie mentali universali, totalmente immerso in natura e in silenzi, che racconta la storia di una donna – une fémena perduda ò, in clautano – che sta per compiere un misterioso viaggio a piedi, in una natura invernale spopolata, glaciale e inospitale. Quello che le pare un percorso che la conduce a perdersi, si rivelerà invece un cammino dentro un’imperscrutabile dimensione che le appartiene. Una dimensione dove ciò che minacciosamente la circonda non è quello che sembra. 

Presentato in anteprima all’EderaFilmFestival e vincitore del premio per la miglior protagonista femminile all’attrice e co-sceneggiatrice Lorena Trevisan al Monza Film Fest, il film di Pastrello è un dramma onirico in cui il paesaggio è, non solo lo sfondo, ma anche il co-protagonista della storia. 

«La storia che ho voluto raccontare – afferma il regista – è quella di una donna che si perde ancora una volta in un (non) luogo che – benché le sia familiare – la porta ogni volta a smarrirsi. E tutti i mezzi che usa per orientarsi non sono funzionali e portano soltanto le ferite (e i mostri che le generano) a riproporsi. Il mediometraggio è in simmetria perenne tra realtà-sogno-incubo, dove il disequilibrio da bilanciare ha preso vita da un passato antico.» 

In Inmusclâ guest star è la voce della poetessa friulana Bianca Borsatti, classe 1941, che nella sua lingua interpreta liricamente i pensieri della protagonista.