“Il Rock’n’Roll ne ha uccisi tanti: a me ha salvato il culo”. (Franco Schipani)

C’è una vecchia barzelletta che trovo azzeccatissima per aprire questo pezzo dedicato a un grande amico e collega, Franco Schipani, che ha appena pubblicato un suo imperdibile libro con Baldini & Castoldi: Senza vizi è una vita di merda (“filosofia” alla Mick Jagger potremmo  dire e titolo  un po’ alla Freak Antoni o alla Belushi). 

La barzelletta è quella di due napoletani che vanno per la prima volta a Roma a Piazza San Pietro nell’ora in cui si affaccia il Papa e benedice la folla di fedeli. 

Alle 12:00 in punto un giovanotto apre la finestra e invita il Papa ad affacciarsi. Uno dei due napoletani dice all’altro: “Vuè Giovà guarda c’è Gennarino! Tutta la piazza lo sta applaudendo …..ma chi è chillo vestito di bianco che sta vicino a lui ? “…..

Beh, per capire meglio di cosa stiamo parlando, per quei pochissimi che non sapessero chi è Franco Schipani, dico subito che questo libro dovete leggerlo tutto d’un fiato. Vi appassionerete alla storia di un ragazzo di borgata, salvatosi grazie alla passione per la musica da un destino di spacciatore o di brigatista, sorte toccata a molti dei suoi amici d’infanzia. Lo dice lui stesso sul retro copertina: “Il Rock’n’Roll ne ha uccisi tanti: a me ha salvato il culo”.

Alla fine degli anni ’70, Franco compra un biglietto di sola andata per New York con quattro lire in tasca e qualche frase in inglese imparata dalle canzoni. Con l’aiuto però di pochissimi amici senza la puzza sotto il naso, che gli danno una mano per andarsene via e tentare l’avventura nell’impenetrabile e settario mondo della grande discografia e dello spettacolo mondiale. Io ero tra quelli.

Agli inizi degli anni ’70 lavoravo già in Rai, alla radio, e in qualche modo, grazie a mie lettere più o meno ufficiali e incarichi più o meno legittimi, Franco mise un piede negli uffici della Rai Corporation di New York. Gli diede anche una grossa mano il manager americano Joe Lodato, che gli era riconoscente per avergli presentato Pino Daniele e lo aveva preso in simpatia.

Tre mesi dopo Franco aveva già prodotto un documentario di grande successo, “Woodstock: dieci anni dopo”, presentava il programma TV Hit Parade su Rai International, collaborava con Isabella Rossellini per L’Altra Domenica ed era diventato co-editore di Rolling Stone, edizione italiana. 

Ma non si era certo dimenticato di quei pochi amici che lo avevano aiutato a ottenere il successo in così poco tempo. Era entrato nel mondo della discografia dalla porta principale, frequentava lo Studio 54 e il CBGB’s, dava del tu a Lou Reed e Frank Zappa, ma quando gli proposi di collaborare con Ciao 2001 non si tirò certo indietro. 

Il suo appartamento di New York, attaccato a quello di Paul McCartney, era abitualmente frequentato dai più importanti musicisti dell’area metropolitana, tutta gente che abitualmente suonava con David Bowie, Tina Turner, Bryan Adams, Miles Davis, Robert Plant, Madonna e tantissimi altri. Preparava spaghetti al dente per i PR dei Rolling Stones e i producers di Saturday Night Live.

Tra uno spaghetto e l’altro raccoglieva informazioni e scattava qualche foto, che poi puntualmente arrivavano sulla mia scrivania. Per lui era un gioco da ragazzi, per me oro colato!

Franco era diventato velocemente anche un fantastico organizzatore e produttore per tutti gli artisti italiani che mettevano piede o volevano lavorare nella Grande Mela.

Produsse DallAmeriCaruso di Lucio Dalla al Village Gate, il primo concerto di Renzo Arbore con l’Orchestra Italiana al Radio City Music Hall di New York, Buonasera Raffaella della Carrà ai Silvercup Studios. Aiutò Pino Daniele ad arrivare al mitico Apollo Theatre di Harlem, Senza contare che anni prima, nello stesso teatro, aveva fatto esibire alcuni dei miei artisti del Napule’s Power assieme ai Temptations e James Brown. E aveva trovato anche il tempo di organizzare il disco di Alberto Fortis Assolutamente tuo, con molti dei musicisti di cui sopra, e Ornella e…” della Vanoni nella casa / studio di George Benson.

Non si è fatto mancare proprio nulla: Giovanni Minoli, Gianni Minà, Fabio Fazio, Gianni Boncompagni, Maurizio Costanzo, Massimo Troisi, Roberto Benigni e Jovanotti. Senza contare che è stato proprio Franco a contrattualizzare gli attori di Beautiful e a portarli in Italia all’inizio del loro incredibile successo, mentre io coordinavo una testata della Casa Editrice Universo che chiamammo proprio Beautiful e che vendeva quasi un milione di copie a settimana con allegate alla rivista, ogni quindici giorni, centomila videocassette con le puntate precedenti al grande successo della soap in Italia. Io organizzavo promozione nelle maggiori reti Rai e Franco ci portava i protagonisti…

Vabbè, forse ho dimenticato gli U2 e Michael Jackson, Robert De Niro e Cassius Clay. Ma per saperne di più, non vi resta che leggere il suo libro, Senza vizi è una vita di merda, scritto come un documentario, leggero e divertente. È sui Bestseller di Amazon da quando è stato pubblicato.

Come direbbe una grande nostra concittadina, forse la più nota nel mondo, Sophia Loren: “Accattatevillo!” (e leggetevillo !).