Quello che gli occhi vedono ha colori sconosciuti alle parole, quello che gli occhi immaginano non ha forma nelle parole. Eppure le parole risuonano alte nell’ultima raccolta di poesie del caporedattore di Radio Dimensione Suono Roma Francesco Certo, dal titolo Uomini e nuvole (ed. LuoghInteriori, Collana La coda dell’occhio, pagine 110, prezzo 14 euro). Sono chiamate infatti le parole a descrivere quasi per dovere ogni angolatura della vicenda umana. “Agli occhi non servono le parole” è il primo titolo della silloge di cento poesie che riflette sulla dicotomia tra la pura emozione di uno sguardo e le parole che usiamo in ogni momento, inadeguate non volute forse un passo indietro rispetto ai sogni; eppure tale dicotomia non è mai irrisolvibile giacché laddove si incontrano sogni e parole, si provvede a orchestrare un conforto una meraviglia che durano il tempo di un attimo. È una città quella che abitiamo, una comunità potremmo dire, che presenta regolarmente due facce: tutti a sfiorarsi l’anima nei vicoli stretti, tutti a volteggiare come anime parallele senza alcuna intenzione di sfiorarsi. Come parla la fragilità, comunque da contemplare teneramente con gli occhi con le mani con l’amore, eppure – scrive l’autore –  c’è ancora tempo per spendere parole d’amore e posare gli occhi sui nostri desideri. Da un lato dunque  il soggiacere agli ordini del tempo, dall’altro il tempo che resta per scrivere poesie d’amore, per vederlo fiorire nel giardino dei sogni.

Una raccolta che prende coscienza dell’Aria irrespirabile tutta intorno (Quanta aria abbiamo reso irrespirabile con i fuochi del diavolo, quanta terra abbiamo bruciato con la scure delle azioni perfide, quanto cielo abbiamo stravolto con l’inganno delle bugie) e invita a rivolgersi con la Preghiera alla poesia per ottenere salvezza (Pensaci tu a farmi luce, Ti prego poesia di restare sempre qui al mio fianco per illustrare incanto e patimenti).

Versi che fanno dire all’autore (Vorrei essere dentro tutte le emozioni del mondo per regalarle a tutti gli umani), quasi un bisogno di generosità da condividere e dispensare,  perché altro non siamo che pezzi d’amore in libera uscita, vagabondi in cerca di altri cuori. La fame d’amore non si placa mai anche quando gli occhi se ne stanno lì, adagiati sul nulla, scrive Certo, amaramente consapevole che anche queste parole un bel giorno voleranno via e resteranno ignote, non potranno di nuovo far innamorare perché nessuno sa la lingua del futuro.

Uomini e nuvole, già ordinabile sul sito di LuoghInteriori, a breve sarà disponibile sugli store on line e nelle librerie fisiche.