Il film diretto dall’attrice romana figura nel Concorso Progressive Cinema, che dall’anno scorso costituisce la sezione competitiva principale della manifestazione

Dopo venticinque anni di luminosa carriera e oltre trenta film come attrice –  più una decina come sceneggiatrice – Paola Cortellesi fa il grande salto e, al pari di tanti altri colleghi, passa dietro alla macchina da presa. Lo fa firmandoC’è ancora domani, film d’apertura, in concorso, della diciottesima Festa del cinema di Roma, in  programma dal 18 al 29 ottobre nella Capitale. 

Commedia amara con forti suggestioni neorealistiche, grazie anche a una strepitosa fotografia in bianco e nero, è ambientata nella Roma popolare della fine degli anni Quaranta, nel periodo della faticosa ricostruzione, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Racconta la storia di Delia – interpretata dalla stessa Cortellesi – e della sua famiglia. Il marito Ivano – impersonato da Valerio Mastandrea – è un uomo votato al lavoro che non le fa mancare niente. Però ha un carattere pessimo e dei modi un po’ violenti. I due, insieme, hanno tre figli e con loro vive anche l’insopportabile suocero, il burbero Ottorino (Giorgio Colangeli), del quale Delia si occupa a tempo pieno, facendogli praticamente da badante. I pochi momenti di leggerezza che le capita di vivere, Delia li trascorre con Marisa (Emanuela Fanelli), sua amica e anche intima confidente. La vita di Delia ha una svolta quando la figlia maggiore, Marcella (Romana Maggiora Vergano), le presenta Giulio (Francesco Centorame), un ragazzo di buona famiglia con il quale vuole costruire un futuro assieme. Delia non chiede altro, un buon matrimonio per la sua primogenita è il massimo che si sente di chiedere alla vita. L’arrivo di una lettera misteriosa, però, cambia tutte le carte in tavola e le dà il coraggio di ribaltare i programmi e immaginare un futuro migliore, non soltanto per se stessa.