«Il Festival Spinacorona – ci racconta il Maestro Michele Campanella, direttore artistico della manifestazione –  mi ha dato una straordinaria opportunità di comunicare con molte realtà di Napoli: la ricerca delle sedi dove collocare i nostri concerti ha coinvolto molti dei parroci del centro antico, i musei della Federico II, la Biblioteca universitaria, alcuni bellissimi monasteri e varie fondazioni. Insomma, tutta una serie di istituzioni che lavorano per il bene della città senza clamori. Gli artisti che invitiamo a suonare per noi sono attratti da Napoli e conservano un ricordo meraviglioso del nostro pubblico. Grazie alla coraggiosa scelta del Comune che continua a sostenerci da sette anni, abbiamo avvicinato migliaia di persone ai tanti tesori che la città nasconde, persone che continuamente esprimono la loro gratitudine per il dono di bellezza che offriamo».

E per il coordinatore artistico Giovanni Oliva: «È stata un’edizione non facile ma densa di spunti molto coinvolgenti. Vedere la gioia di un pubblico, grato per i doni che la musica e l’arte hanno elargito a piene mani, ripaga appieno gli sforzi e la fatica che per cinque giorni il nostro splendido staff ha affrontato senza risparmiarsi».

Sette sono le edizioni del Festival Spinacorona di Napoli. Quest’anno i concerti si sono svolti in 13 luoghi diversi, con un totale di 3.200 persone nel pubblico. Eseguite musiche di raro ascolto, come il Settimo Quartetto di Šostakovič, l’inizio del ciclo di Schubert a quattro mani (programmato in 9 concerti in 3 anni); tre Sonate per fortepiano di Muzio Clementi; i tre Corali per organo di César Franck; un concerto di fisarmonica bayan. E poi, Liriche da camera di Castelnuovo Tedesco su testi di de Musset, Dante, Leopardi e Shakespeare e il Quintetto per archi di Anton Bruckner.

Infine, in una gremita Chiesa di Santa Maria dei Miracoli di Napoli, nel centralissimo Rione Sanità, a ridosso del Borgo Vergine, si è svolto uno degli appuntamenti più attesi della kermesse musicale: una dedica del Quartetto Indaco e di alcuni prestigiosi solisti al compositore e pianista italo australiano Joe Chindamo, che si è esibito al pianoforte.