«Vestendo i panni di Fernanda Wittgens, ho interpretato per la prima volta, sia un ruolo da assoluta protagonista che un personaggio realmente esistito». A parlare così, a proposito del film tv Fernanda, in onda su Raiuno il 31 gennaio in prima serata, è Matilde Gioli, attrice milanese dagli splendidi e infiniti occhi celesti. Classe 1989, una laurea in filosofia, Matilde ha già dato prova del suo talento in film come Il capitale umano e serie quali Doc – Nelle tue mani. Ora, per lei, un personaggio impegnativo come la Wittgens, prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, distintasi per aver preservato dalla guerra capolavori come il Cenacolo di Da Vinci, aver aiutato gli ebrei a sfuggire alle persecuzioni ed essersi imposta come donna in un mondo dominato dagli uomini.

«Per interpretarla ho letto biografie come L’allodola di Giovanna Ginex», spiega Matilde «e sono felice di aver contribuito a far conoscere un’eroina del Novecento, ancora poco nota ai più. Mi auguro che il film sia visto anche dai giovani, perché racconta una pagina importante della nostra storia, di impegno civile e di emancipazione femminile. Infine dimostra come l’arte e la cultura, di cui Fernanda era appassionata cultrice, siano custodi di un valore salvifico». 

Fernanda è solo il primo di una serie di film che la Rai dedicherà a figure di grandi donne del recente passato. Tra gli altri progetti in cantiere, la fiction su Tina Ansemi e quella su Margherita Hack.