E pENZO A TE: QUELLI CHE, A MILANO, CON “I SCARP DEL TENNIS” GUARDANO IL DOC SU JANNACCI

(di Antonella Putignano) Nel 1974 Enzo Jannacci scriveva e cantava il capolavoro Vincenzina e la fabbrica – colonna sonora del film Romanzo Popolare di Mario Monicelli. Del resto, in qualche modo, tutto il fantastico mondo musicale – e artistico – del cantautore milanese è stato, sempre, una “fabbrica aperta” di idee e di linguaggi unica nel suo genere: un diario di ispirazioni, personaggi, sentimenti.

La sua cronaca, infatti, è stata capace di essere, allo stesso tempo, precisa, puntuale, surreale. Una poetica che non si esauriva mai e che trovava nell’osservazione del contesto reale, il motore propulsivo per la fantasia: come in “un bel sogno d’amore”. A celebrare questo straordinario artista – come si merita – ci pensa ora la sua amata città: domenica 27 giugno, presso l’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, verrà proiettato – per la regia di Roberto Manfredi – L’ImmEnzo.  Il documentario, della durata di 65 minuti – prodotto dall’Associazione culturale L’Ultima Spiaggia, presieduta da Tiziano Jannacci, cugino del cantautore – è un viaggio musicale tra racconti, storie e incontri; grazie, soprattutto, alle testimonianze degli amici e dei colleghi di sempre.

Al film hanno partecipato Cochi Ponzoni, Teo Teocoli, Paolo Rossi, Enzo Iacchetti, Roberto Vecchioni, Enrico Ruggeri, Mara Maionchi, Nanni Ricordi, Fabio Concato, Francesco Baccini, Tullio De Piscopo, Gianfranco Manfredi, Omar Pedrini, Lodo Guenzi, Mic Monesta, Alberto Salerno. 

E, inoltre, l’omaggio contiene alcune immagini tratte dal documentario dell’ex sindaco Paolo Pillitteri –  scritto, nel 1963, con la collaborazione di Bettino Craxi –  Milano O Cara,  e un duetto blues – preziosissimo e inedito – accanto a Giorgio Gaber.   Prima della proiezione il regista Roberto Manfredi – che ha collaborato con Jannacci ai tempi dell’ Ultima Spiaggia, etichetta della RCA di Nanni Ricordi – presenterà con Tiziano Jannacci il disco Canzoni per l’immEnzo Jannacci”. Per andare a vedere L’ImmEnzo e sentire “L’ebbrezza dei tendini” si consiglia di prenotare.

di Antonella Putignano

 

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