Adriana Asti: 90 anni di una ragazzina emozionante

(di Antonella Putignano) Occhi grandi e quel sorriso che riempie la scena. Il viso di Adriana Asti continua a raccontare l’intensità del suo modo di recitare e vivere l’arte in tutto e per tutto. L’infanzia di Adriana Asti, come racconta la stessa attrice in un’intervista recente a Walter Veltroni, non è stata affatto serena. L’artista, infatti, ha subìto – da bambina – molestie da una cameriera. Poi, quel lungo silenzio necessario per elaborare – dentro di lei – la violenza, e quel bisogno di viaggiare ed essere indipendente la spingono, da giovanissima, verso il teatro ma senza nessuna iniziale vocazione, in realtà, se non quella di potersi allontanare da casa, come racconta lei stessa. E ad un tratto, come per magia, il palco: luci, sipario. La scoperta del talento. L’urgenza di recitare, e la grande occasione che la fa emergere. La Asti, infatti, recita, nel 1951, al Teatro Olimpia di Milano, in Noi che moriamo sotto la pioggia, testo di Enzo Biagi, aggiudicandosi, così, l’ammirazione di Strehler e la stagione teatrale successiva al Piccolo Teatro.

Una carriera, la sua, cominciata prestissimo e nel migliore dei modi: solo con i più grandi. Da Visconti a Pasolini, da De Sica a Strehler, e nell’elenco, anche un irriverente come Tinto Brass, tanto per citare alcuni dei registi con i quali ha lavorato, sul palco o per il cinema. E con le sue interpretazioni hanno trovato voce e presenza scenica le pagine di grandi autori come Pirandello, Goldoni, Pinter, Beckett. Ma probabilmente, chi le ha saputo tirare fuori una sensibilità interpretativa inedita – come attrice – e una caratteristica più intima e privata – come donna – è stata Natalia Ginzburg con il suo Ti ho sposata per allegria.

L’attrice, in autunno, sarà a Venezia per una performance al Teatro Goldoni. Adriana Asti rimarrà nella città per stare vicina al compagno Giorgio Ferrara, direttore del Teatro Stabile del Veneto. Andare a teatro per il suo spettacolo sarà un’occasione preziosa per tornare a guardare la grande scena, con una grande protagonista. Seduti, al sicuro, dentro i suoi occhi.