Reverse: in uscita l’album di Marco Korben Del Bene, colonna sonora 
dell’omonimo thriller di Mauro John Capece

Un anno dopo Resilienza2020, che Classic Rock aveva definito “album di evocative tracce elettroniche”, ad aprile 2021 esce Reverse, colonna sonora dell’omonimo legal thriller diretto da Mauro John Capece, a cura del producer Marco Korben Del Bene.

Reverse è un album dal sound estremamente dark che si muove tra elettronica e musica acustica. Composto di 19 tracce, regala un ascolto di quasi novanta minuti di musica magnetica, sfruttando quel linguaggio evocativo che già Marco Del Bene aveva mostrato nel precedente Resilienza2020.

«Amo il genere thriller psicologico», spiega il producer, «anche in questo caso, per avere un massimo controllo sul prodotto, ho preferito curare tutti gli aspetti, dalla composizione, alla produzione fino ad arrivare al sound design, un’attenzione necessaria se si vuole avere un match fra immagini e suono. Per gli apporti di musica elettronica ho scelto di non programmare le sequenze ma di lavorare attraverso una partitura, nel modo più classico,  nell’obiettivo di dare un contributo non solo di servizio ma artistico e da performer che consentisse alla musica di essere un pezzo del puzzle disegnato da M.J. Capece, il regista».

Il film di Mauro John Capece dal 21 Aprile 2021 è su Sky Prima Fila, Chili, The Film Club, Rakuten, AppleTV, Google Play e Amazon Prime. Reverse è una rivisitazione sperimentale di quel modello di cinematografia sviluppato dal primo dopoguerra a Hollywood, un salto nel passato in omaggio a Sidney Lumet a dieci anni dalla sua morte: un thriller fitto di colpi di scena, in cui vittima e carnefice si sovrappongono in un gioco di morte e colpevolezza, finzione e violenza psicologica.

Giulia Montelli, 35 anni, è un’investigatrice della polizia di Roma. Il suo capo l’ha mandata in missione da sola presso una clinica psichiatrica del centro Italia per interrogare Matteo Muzzi, un serial killer accusato di omicidi in Italia, Svizzera e Francia. Il soprannome dell’uomo è “il killer del coltello blu” perché ogni suo delitto è firmato con un coltello blu piantato nel corpo della vittima. Dopo il suo arresto, avvenuto qualche mese prima, Muzzi fu dichiarato schizofrenico dagli psichiatri e di fatto non perseguibile penalmente perché incapace di intendere e volere. Ma diventerebbe perseguibile se facesse quello che gli americani chiamano “reverse”, ovvero una confessione in stato lucido.