ViaEmiliaDocFest: Vito Palmieri e "Il valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi"
di Maria Oliva
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19 Ottobre 2011
ViaEmiliaDocFest: Vito Palmieri e "Il valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi"
Intervista a Vito Palmieri regista de Il valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi in concorso al primo festival italiano online del cinema documentario, visibile su www.viaemiliadocfest.tv
Reduce dal successo dell'ultimo Annecy Cinéma Italien come miglior film documentario e vincitore di numerosi altri premi, "Il Valzer dello Zecchino" è uno spaccato dell'Italia di oggi da nord a sud. Vito Palmieri, il regista, segue tre bambini di diversa provenienza che si preparano a partecipare ad una famosa competizione canora italiana: lo Zecchino d’oro. Alle loro spalle altrettante famiglie che vivono con trepidazione questa manifestazione fino alla gara finale.
Il mondo del web, la multimedialità e le nuove tecnologie influiscono sul tuo modo di creare film? E se sì, come?
Oggi abbiamo la fortuna di poter fruire di mezzi multimediali alla portata di tutti. Durante la genesi del mio lavoro ho attinto molto dalla rete e ho tratto ispirazione da ciò che ho trovato sul web. Su You Tube ho potuto vedere con facilità performance e video delle edizioni passate dello Zecchino d’Oro fondamentali per la realizzazione del mio documentario. Materiali di repertorio che, senza questo utile mezzo, avrei trovato con difficoltà.
Credi che il web possa essere decisivo nella diffusione del cinema documentario?
Il cinema documentario, soprattutto nel caso delle piccole produzioni, ha una distribuzione difficile che talvolta obbliga a fare da soli. Il web dà così la possibilità di farci vedere e conoscere. Manifestazioni come ViaEmiliaDocFest sono una buona vetrina. Potrebbe essere l’inizio per una nuova forma di diffusione ad alta qualità non solo di documentari, ma anche di film. Forse questo sarà il futuro delle modalità di selezione dei festival cinematografici.
Perché hai scelto di raccontare questa storia attraverso il documentario?
Lo Zecchino d’Oro è stato il punto di partenza e il pretesto per raccontare l’Italia di oggi. Farlo attraverso la finzione, e dunque ricostruire una scena, sarebbe stato poco veritiero e sicuramente forzato. Avrei rischiato di perdere la genuinità dei sentimenti che vivono nelle famiglie del nostro paese.
Tre cose per invogliare il pubblico a guardare il tuo doc e votarlo.
La semplicità del linguaggio. Ho cercato di raccontare emozioni, stati d’animo, sentimenti attraverso la spontaneità dei protagonisti. Il documentario è uno spaccato della realtà sociale di oggi. Tre storie di famiglie che appartengono a mondi diversi, anche geograficamente, nel quale lo spettatore può trovare affinità in cui riconoscersi.
La musica è un leitmotiv del documentario. E come dice uno dei papà dei piccoli protagonisti: "La musica ti fa stare bene. Ti tiene distante da tante cose che si vogliono dimenticare".
Vito Palmieri si laurea nel 2004 in Filmologia al Dams di Bologna. Ottiene apprezzamento da critica e pubblico con Tana libera tutti (2006), finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Candidato nello stesso anno al David di Donatello, il cortometraggio si aggiudica oltre cinquanta riconoscimenti, tra cui il premio della giuria al Festival Arcipelago nel 2007 e un premio al festival di Novosibirsk in Russia. Seguono Se ci dobbiamo andare, andiamoci (2009), presentato al festival Human Rights di Bologna, ed Eclissi di fine stagione (2010), selezionato al Giffoni Film Festival, nella sezione Diritti umani. Nel 2010 approda al documentario con Il valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi (2011) che partecipa al Bif&st, alla rassegna Italia Vera ,al Molise Cinema Festival, al Winter Film Festival in Uruguay, al Festival Annecy Cinema Italien in Francia e vince il premio della giuria al Festival Internazionale Arcipelago nel 2011.
ViaEmiliaDocFest è ideato, organizzato e gestito da PULSEMEDIA editore, produttore e distributore multipiattaforma di film-documentari, videoclip, livecast, che ricopre oggi un ruolo strategico e innovativo nella comunicazione multimediale grazie ad un suo peculiare modo di raccontare il Prodotto, l’Evento, le Storie, basato su una felice sintesi tra sensibilità autoriale e know how tecnologico tra i più avanzati.
Piombo Fuso (82’, 2009), di Stefano Savona vincitore al Festival di Locarno 2009, Il Popolo che Manca (75’, 2010) di Andrea Fenoglio e Diego Mometti vincitore del Premio Speciale della Giuria alla 28° edizione del Torino Film Festival – sezione Italiana.doc; Il Palazzo delle Aquile (123’, 2011) sempre di Stefano Savona (produzione associata), vincitore del concorso internazionale al Cinéma du Réel 2011 e selezionato nella sezione ACID al Festival di Cannes 2011 e Lo chiamavamo Vicky (50’, 2011) di Enza Negroni unico lavoro italiano in concorso al Biografilm Festival 2011, sono solo alcuni dei titoli prodotti dalla società emiliana, che anno dopo anno ottiene dal mondo cinematografico e del documentario – addetti ai lavori e pubblico – autorevoli riconoscimenti.
Attualmente è in fase di postproduzione Freakbeat (t.p.), film lungometraggio per la regia di Luca Pastore, e sceneggiatura di Claudio Piersanti, con Roberto ‘Freak’ Antoni, realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna e della Cineteca di Bologna.
Intervista a Vito Palmieri regista de Il valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi in concorso al primo festival italiano online del cinema documentario, visibile su www.viaemiliadocfest.tv
Reduce dal successo dell'ultimo Annecy Cinéma Italien come miglior film documentario e vincitore di numerosi altri premi, "Il Valzer dello Zecchino" è uno spaccato dell'Italia di oggi da nord a sud. Vito Palmieri, il regista, segue tre bambini di diversa provenienza che si preparano a partecipare ad una famosa competizione canora italiana: lo Zecchino d’oro. Alle loro spalle altrettante famiglie che vivono con trepidazione questa manifestazione fino alla gara finale.
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