| 31 Luglio 2010
Le conferenze stampa a Giffoni non hanno mai il sapore di un incontro “formale”. In special modo quella che, l’ultimo giorno, è tenuta dal direttore e fondatore del GFF, Claudio Gubitosi. Un direttore sui generis, che per tutta la durata della manifestazione si tiene nell’ombra, lontano dai riflettori, ma si mescola ai ragazzi che popolano la cittadella. Parla con loro, pranza con loro, scambia opinioni e riflessioni come farebbe se incontrasse per strada un amico. Perché in realtà Claudio Gubitosi è stato il primo giurato di questo festival, nato 40 anni fa, e continua ad esserlo, oggi come allora. Con i suoi piccoli riti, come “sedermi la mattina presto al posto dei fotografi, per riflettere, pensare, alla giornata che si apre davanti a me”. Anche l’edizione numero quaranta, è ormai giunta al termine. Con un bilancio positivo, soprattutto per quanto riguarda le emozioni, che “non si programmano e non si scrivono”, ha detto Gubitosi.



Se Giffoni quest’anno è il festival dei record, Samuel L. Jackson è l’uomo dei grandi numeri. Sessantotto film circa in carriera, che in tutto hanno incassato 80 miliardi di dollari, e dieci film in uscita nei prossimi 18 mesi. Appassionato di oceanografia, la recitazione lo ha “strappato” alla sua iniziale passione ai tempi dell’università, quando ha iniziato a fare l’attore quasi per caso, e non ha più smesso. “E’ vero volevo diventare oceanografo - ha raccontato - ma poi ho iniziato a fare l’attore e da allora non ho più smesso. Ma resto convinto tuttora che molti problemi non esisterebbero se vivessimo in fondo al mare piuttosto che sulla terra ferma. Se sono preoccupato per la Marea Nera? Chiaramente sì, ma sono anche convinto che la Terra possieda un sistema di rigenerazione spontanea e che sia in grado di prendersi cura da sola di se stessa”. Attore versatile, in grado di interpretare qualsiasi ruolo, Jackson ha visto decollare la sua carriera grazie a Jungle Fever, di Spike Lee, e soprattutto a Pulp Fiction, di Quentin Tarantino, dove duettava con John Travolta nel ruolo di un killer “filosofo”. “E’ stato un ruolo importante - ha ricordato - Il mio personaggio aveva dei lunghi monologhi, che mi hanno permesso di affinare l’arte recitativa che solitamente si può esercitare solo a teatro. Sia Jungle Fever che Pulp Fiction mi hanno aperto molte porte, ma è chiaro che la nomination all’Oscar per il film di Tarantino ne abbia aperte diverse. Entrambi i registi sono stati importanti per me, ma nessuno dei due più dell’altro: lo sono stati in maniera differente, questo sì”.
Luciano Ligabue torna a Venezia. Lo ha annunciato alla stampa in occasione della sua partecipazione al Festival di Giffoni, dove ha tenuto una Master Class con i ragazzi più grandi e incontrato le giurie Generator +13 e +16. “Ci sarò grazie al documentario di Piergiorgio Gay, intitolato Niente paura (Come siamo, come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue), prodotto da Lionello Cerri, che racconta la storia del nostro Paese in un modo particolare: hanno voluto usare come filo conduttore alcune mie canzoni. Quando mi hanno contattato, circa 18 mesi fa, ho pensato che si trattasse di un progetto molto ambizioso ma ho accettato, ho anche riarrangiato alcuni miei pezzi in versione acustica per meglio adattarli al film, e ho letto alcuni articoli della costituzione italiana comparendo in qualche fotogramma. Non mi sento un protagonista di questo film, piuttosto gli faccio da sottofondo”. Il film, Fuori Concorso a Venezia, sarà presentato il prossimo 8 settembre e uscirà nelle sale il 10 dello stesso mese: “Farò di tutto per essere al Lido il giorno della presentazione - ha detto Ligabue - ma ho un concerto a Palermo la sera prima, quindi ancora non lo so di sicuro”.
Il successo di Avatar non sembra aver cambiato Sam Worthington, l’attore australiano intervenuto al Giffoni Film Festival che ha raggiunto il successo con il film di James Cameron, e che prossimamente vedremo in Last Night, di Massy Tadjedin. “La mia vita è ovviamente cambiata al 100%, ma non sono cambiato io. Faccio sempre le stesse cose: cucino, vado in bici, vedo gli amici di sempre. Certo, mi capita anche di fare cose straordinarie come andare alla Notte degli Oscar e incontrare personaggi famosi, e pensare se sia tutto vero. Di certo sono privilegiato a fare questo lavoro, soprattutto se si pensa che le persone ‘normali’ lavorano 11 mesi l’anno mentre io posso permettermi di fare film, e spero ovviamente di poter continuare a fare questo mestiere per molto tempo ancora”.
Ha saputo di essere stata scelta come madrina del Festival di Venezia solo pochi giorni fa, Isabella Ragonese, che oggi è stata ospite del Giffoni Film Festival dove ha incontrato i giurati più grandi della Master Class e le giurie Generator +13 e +16. “Essere scelta come madrina è una grande emozione, Venezia per me significa molto visto che il film nel quale ho esordito, Nuovomondo di Emanuele Crialese, ha vinto il Leone d’Argento come Film Rivelazione di quella edizione. Non so come sarà fare la madrina di Venezia, ma penso che il fatto di aver scelto un’attrice emergente voglia significare che il festival stia dando un messaggio importante: iniziare a rappresentare il nuovo cinema italiano attraverso attrici giovani”.
Presentato a Venezia nella sezione Controcampo, 20 Sigarette è il personale racconto di Aureliano Amadei, unico civile sopravvissuto all'attentato alla caserma di Nassirya del 12 novembre 2003. All'età di 28 anni Aureliano (Vinicio Marchioni - “il freddo” della serie Romanzo Criminale) è un ragazzo con poche certezze, sia a livello lavorativo che sentimentale: unico suo punto fermo è il vizio per il fumo.
