Scritto da L.A.
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28 Gennaio 2010
L’attore e producer Giuseppe Milazzo Andreani spiega il rapporto fra cinema indipendente e distribuzione
«Il cinema italiano è malato e la causa della sua malattia si chiama distribuzione». Va subito al cuore del problema Giuseppe Milazzo Andreani, cantante e attore passato da qualche anno a occuparsi di produzione cinematografica. Come indipendente, naturalmente. Perché, e lo sottolinea lui stesso, «le tre o quattro grandi case di distribuzione, le major italiane, costituiscono un cerchio chiuso, in cui non ti fanno entrare. Io mi sono ritagliato uno spazio che potrebbe anche dare fastidio. Sono un indipendente, ma di lusso. Giriamo in 35mm e ogni cosa che facciamo non ci costa meno di 50.000 euro. Proprio in questi giorni a Roma, al cinema Caravaggio, abbiamo proiettato i nostri ultimi due lavori, due cortometraggi. Uno con la regia di Sergio Stivaletti, il mago degli effetti speciali, l’altro di un ragazzo di 17 anni veramente bravo, Cristian Patanè. Entrambi i film sono girati su pellicola».
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