| 09 Marzo 2010
Un’esistenza agiata, tranquilla, senza sussulti, un marito distratto e noioso e due figli ormai adolescenti: è questa la vita di Suzanne, la bellissima ed elegante cinquantenne interpretata da Kristin Scott-Thomas, protagonista de L’amante inglese, l’ultimo film scritto e diretto da Catherine Corsini.
Suzanne all’apparenza non avrebbe nulla di cui lamentarsi, anzi. La sua è una situazione che farebbe invidia a molte altre donne, ma tutto questo non è sicuramente ciò che desiderava quando molti anni prima era finita casualmente in quella cittadina del Sud della Francia. A Nimes si era imbattuta in Samuel, uomo gentile e affabile, che l’aveva accolta, aiutata e infine amata per poi diventare suo marito. Ora, però, dopo tanti anni, l’uno tristemente uguale all’altro, la routine di madre e moglie perfetta sta cominciando a soffocare la povera Suzanne. Da tempo, la donna ha dimenticato cosa sia la passione eppure dentro di lei c’è una tigre addormentata che non aspetta altro che l’occasione di risvegliarsi prepotentemente
Le prime avvisaglie di questa inquietudine interiore spingono Suzanne a riappropriarsi del proprio passato. Anni prima aveva intrapreso gli studi da fisioterapista ma non li aveva mai portati a compimento. Ed è proprio mentre sta dando seguito al suo vecchio progetto sepolto troppo a lungo in un cassetto che accade l’ineluttabile. L’operaio che si occupa della ristrutturazione di un angolo della villa nel quale lei intende allestire il suo studio ha qualcosa che attira la sua attenzione. Ivan, questo il suo nome, non è bello ma ha una luce speciale negli occhi, è forte e delicato nello stesso tempo, è gentile e ironico, e soprattutto ha un modo di guardarla che le scalda il cuore. Suzanne capisce che troppo presto ha messo il suo destino nelle mani del marito, dei figli, degli altri. È giunto il momento di riprendersi la sua vita. Quella che all’inizio pensava fosse solo un’avventura con Ivan, si rivela invece una passione travolgente. Amore con la A maiuscola. Suzanne avverte che la vita può ricominciare a cinquant’anni, prende il coraggio a due mani e lascia tutto: la bella villa, il facoltoso marito, i due figli (sono grandi e capiranno), per andare a vivere in un misero appartamento di periferia con il proletario spagnolo dal passato pieno di ombre. Ivan è stato in prigione e ha una figlioletta che vive in Spagna con la madre, ma è sincero e innamorato. Samuel, il consorte geloso e possessivo, non riesce a credere che la moglie lo voglia lasciare per uno così e in preda alla rabbia cerca di renderle la vita impossibile, chiude tutti i rubinetti alla donna, impedendole perfino di trovare un impiego. Suzanne, ridotta alla fame, affronta scelte dolorose, ma forte dell’amore che la unisce a Ivan, procede dritta per la sua strada. Su di lei e sul suo sogno di libertà, però, la tragedia incombe…
Suzanne è un’eroina tragica, ribelle e appassionata, nonostante la sua apparente compostezza. Al pari delle sue antenate letterarie Lady Chatterley e Madame Bovary sfida le convenzioni borghesi in nome della passione e dei sentimenti. Ma quello che vuole affermare con il suo strappo è la riappropriazione della sua anima e del suo essere donna. Suzanne ritrova la sua dignità sottraendosi al controllo e alla proprietà del marito e per estensione a quella dei figli. Il ricatto affettivo di questi fa il paio con il ricatto economico del consorte che si gioca tutte le sue carte più sporche per riportare la donna nella dorata prigione domestica della villa familiare. Suzanne si scopre così donna libera e sorprendentemente capace di amare e di essere amata. E soprattutto padrona del suo destino. Al di là della storia, dolorosa e struggente ancorché liberatoria, ottimamente scritta e diretta da Catherine Corsini, grande peso nell’economia del film hanno le prove attoriali. Tutte, ma in particolare quella della protagonista Kristin Scott-Thomas: mai così brava, ci regala una delle più emozionanti interpretazioni della sua carriera, mostrandosi a suo agio pure nelle scene di nudo e di sesso (le prime della sua carriera a quarantanove anni!).
All’ultimo Festival di Toronto, dove è stato acquistato per la distribuzione in oltre 30 Paesi, Stati Uniti compresi, L’amante inglese (che in originale s’intitola Partir, titolo sicuramente più pertinente ed evocativo di quello scelto per l’uscita italiana), è stato accolto con grande entusiasmo. In patria è stato un successo di critica e di pubblico, totalizzando oltre cinque milioni di euro di incasso.



Presentato a Venezia nella sezione Controcampo, 20 Sigarette è il personale racconto di Aureliano Amadei, unico civile sopravvissuto all'attentato alla caserma di Nassirya del 12 novembre 2003. All'età di 28 anni Aureliano (Vinicio Marchioni - “il freddo” della serie Romanzo Criminale) è un ragazzo con poche certezze, sia a livello lavorativo che sentimentale: unico suo punto fermo è il vizio per il fumo.
