| 04 Marzo 2010
Venerdì 5 Marzo esce in sala Il Colore delle Parole di Marco Simon Puccioni, già in concorso al 66° Festival di Venezia nella sezione Orizzonti e vincitore del premio per il miglior documentario all’Umbria International Film Festival 2009.
Venerdì 5 marzo presso il Filmstudio a Roma, in Via degli Orti D’Alibert 1/c, al termine della proiezione delle 20.30 ci sarà un incontro con il regista Marco Simon Puccioni e i testimoni del film Teodoro Ndjock Ngana, Justin Mvondo, Martin, Kongo, Steve Emejuru. Con loro, a salutare il pubblico in sala, ci sarà anche la responsabile dell’Associazione Kel’Lam Angela Plateroti.
La condizione degli immigrati africani in Italia, la loro cultura, l’integrazione, le leggi sull’immigrazione varate dal governo, sono i temi intorno a cui ruota Il Colore delle parole. I protagonisti vivono e lavorano in Italia da oltre trenta anni. Teodoro è poeta e come Steve anche mediatore culturale, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista.
Sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Più stranieri oggi di 30 anni fa, si battono per i diritti degli immigrati nel nostro Paese. Nel corso degli anni hanno visto cambiare il loro status: da semplici studenti e cittadini stranieri a “vu cumprà”. Le leggi, negli anni, evolvono in senso repressivo allargando la distanza tra italiani e stranieri.
Il colore delle parole è un affresco ruvido e disincantato dell’Italia tra passato e presente, tra integrazione, razzismo, multiculturalità e senso di auto-rappresentazione delle seconde generazioni di immigrati che non sanno a quale radice appartenere o preferiscono non definirla, perché “migrare non è un reato!” Il Colore delle Parole è prodotto da Mario Mazzarotto per Intel Film e da Bruno Tribbioli e Alessandro Bonifazi per Blue Film in collaborazione con Associazione KEL’LAM e AAMOD e con il sostegno del Programma Media. E’ una distribuzione Blue Film.



Presentato a Venezia nella sezione Controcampo, 20 Sigarette è il personale racconto di Aureliano Amadei, unico civile sopravvissuto all'attentato alla caserma di Nassirya del 12 novembre 2003. All'età di 28 anni Aureliano (Vinicio Marchioni - “il freddo” della serie Romanzo Criminale) è un ragazzo con poche certezze, sia a livello lavorativo che sentimentale: unico suo punto fermo è il vizio per il fumo.
