| 27 Gennaio 2012
Gary Cooper è il caso classico di attore cinematografico: questo sostiene Orson Welles. Per Cecil B. DeMille la recitazione di Cooper è la combinazione di sicura autorevolezza e apparente disinvoltura che contraddistingue la vera arte. Secondo John Barrymore era il più grande attore del mondo.
I trentacinque anni della carriera di Gary Cooper corrono paralleli alla stagione più florida del cinema hollywoodiano, costellati di film di grandissimo successo che fecero di lui la perfetta incarnazione dell'eroe americano. Dagli esordi come comparsa negli ultimi anni del muto, l'attore diventò una delle star più amate e pagate
negli anni Trenta e Quaranta. Lubitsch, Capra, Hawks, e poi Hathaway, DeMille, Wyler e Zinnemann furono tra i registi che meglioseppero valorizzare il suo stile recitativo essenziale, scarno e prettamente cinematografico. Laconico, schivo ed elegante nella vita, seppe incarnare sullo schermo eroi del west, soldati coraggiosi e brillanti uomini di mondo. Il libro - prima monografia italiana interamente dedicata all'attore - esamina la figura di Cooper da molteplici prospettive e sulla scorta di un'ampia ricerca d'archivio. La ricostruzione della sua carriera corre parallela all'analisi della sua immagine divistica, attraverso la variegata galleria di personaggi, le collaborazioni con registi e l'analisi dei film più celebri.
pp. 410 - inserto foto - € 20,00 -Le Mani edizioni – Genova – gennaio 2011
Mariapaola Pierini è ricercatore presso l'Università degli Studi di Torino, dove insegna Storia e arte dell'attore cinematografico. I suoi interessi scientifici e le sue ricerche si sono orientati sull'indagine delle relazioni tra cinema e teatro e su alcuni snodi della storia dello spettacolo nel Novecento; si occupa in particolare di storia dell'attore e di recitazione cinematografica in ambito nord americano. Ha pubblicato saggi su Cary Grant, John Barrymore, Rodolfo Valentino, Marlon Brando. Tra le sue pubblicazioni, Claudio Morganti (2004), Prima del cinema. Il teatro di Orson Welles (2005), Attori e Metodo (2006).






Un altro fine settimana ricco di novità quello del 13 giugno. In anticipo su tutti gli altri titoli, il 12, esce Into Darkness - Star Trek, diretto da J.J. Abrams, seguito il giorno dopo da altre nove pellicole, che spaziano, come di consueto, tra i generi. C'è la commedia nera Killer in viaggio e quella più leggera, Una ragazza a Las Vegas, diretta da Stephen Frears. Ci sono i film d'autore: il romeno Il caso Kerenes e l'indiano Il fondamentalista riluttante. C'è poi l'horror thriller di stagione, Hates - House at the End of the Street, e la commedia adolescenziale italiana, Niente può fermarci. Poi non manca un film d'animazione, che questa volta è la riedizione in 3D di un capolavoro Pixar-Disney, Monsters & Co. Infine, Davide Manuli propone una sua versione de La leggenda di Kaspar Hauser. Slitta poi dalla settimana precedente la commedia francese con la nostra Monica Bellucci, Benvenuti a Saint Tropez.

