Di case e umanità: la recensione di The passengers

 

Alcuni dei modi per tradurre il termine “passengers” sono quelli di viandanti, viaggiatori, passeggeri. Sono loro i protagonisti dell’omonimo documentario di Christian Valente e Tommaso Poli: i viandanti senza meta, che trovano nelle abitazioni in cui convivono un punto di ripartenza per i propri cammini.

The Passengers racconta – attraverso un filtro tutto nuovo, che intende restituire dignità a storie che spesso vengono stereotipate e trasmesse tramite una narrativa perlopiù pietistica e compassionevole  – la vita dei partecipanti a “Housing First – Prima la casa”. Lo avevamo già raccontato in occasione dell’uscita in sala di questo intenso documentario. Housing first è progetto di contrasto alla marginalità sociale gestito dal Consorzio di Cooperative Sociali Solco e finanziato, nei rispettivi territori, dal Comune di Ravenna, dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dall’Unione dei Comuni della Romagna faentina: questo consiste nell’offrire alle persone senza dimora l’opportunità di ‘abitare’ una casa, con il supporto di un’equipe transdisciplinare.

The Passengers insegna a ripensare noi stessi e i nostri privilegi: insegna a non dare per scontati una casa, il proprio lavoro, ciò che si ha e chi si è diventati, grazie al percorso che la vita ci ha fatto intraprendere. Ma soprattutto i registi hanno “semplicemente cercato di ribaltare il concetto che, persone che hanno avuto difficoltà talmente grandi da fargli perdere la casa, siano necessariamente dei ‘bisognosi’.” – persone inequivocabilmente considerate sfortunate, che vengono associate alla loro fragilità, debolezza.

Spontaneità, semplicità e immediatezza – alla ricerca di un “cinema del reale” – sono le parole chiave del progetto, tutte raccontate con un asciutto sguardo documentaristico che vuole catturare l’intimità delle vite negli appartamenti, restituendo in maniera originale uno spaccato della società per nulla marginale: “Il film è diventato la casa delle loro storie: è un film molto semplice, che nasce per ribadire il diritto che hanno tutti, anche i più fragili, a decidere come raccontarsi.”

The Passengers è insomma un docu-film che sa – e vuole – smuovere gli animi e soprattutto dare voce al peso sociale delle fragilità umane.