Lina Wertmüller, travolti da un’insolita regista

(di Renato Marengo) Musica e suoni, oltre che immagini, musiche protagoniste dei suoi racconti, musiche che Lina Wertmüller amava tanto scegliere personalmente nei suoi film in un ricordo affettuoso e simpatico come lei, in questo filmato realizzato e raccontato da Paolo Zefferi, un bellissimo servizio che ci piace far vedere ai nostri lettori. Pubblichiamo molto volentieri, dedicandolo a Lina, che ho avuto il grande privilegio di conoscere e frequentare, il testo del commento di Zefferi e il suo video, fortemente sostenuto da Franco Bixio, col quale ci piace ricordarla: Sorrideva sempre Lina…

Guarda il video: https://youtu.be/c0yxw_lzptQ

Sorrideva sempre, Lina Wertmüller

di Paolo Zefferi

Ho una natura allegra”, diceva di sé. “Vivo sul lato assolato della strada”, scrisse in una sua autobiografia. Ma era – anche, o forse proprio per questo – una persona serissima, rigorosa, a volte perfino autoritaria sul set, e di sicuro coerente rispetto alle proprie idee. A tal punto da rifiutare – una volta ottenuta la fama internazionale – gli ingaggi milionari che le arrivarono da Hollywood. “Se ci penso mi sento eroica, ma anche un po’ imbecille – raccontò nella sua ultima intervista, al Corriere della Sera  avevo detto di no a un fiume di soldi in nome della mia integrità artistica. Ma – concluse – non mi sono mai pentita”.

Ci ha lasciati nel 2021. Chiunque, nell’ambiente, ha poi raccontato su di lei aneddoti che mettono in luce la sua personalità, la sua grande forza d’animo, le sue scelte di donna in un mondo declinato al maschile, le sue intemperanze, la sua ironia implacabile: verso il mondo non meno che verso se stessa.

Fu la prima donna a ricevere – nel 1976 – una nomination come miglior regista per gli oscar. Pasqualino Settebellezze, con Giancarlo Giannini. Come a volte accade, in Italia non tutti furono contenti. Ma Lina ha sempre preferito riderci sopra. Quando poi l’Oscar arrivò, un premio alla carriera, nel 2020, disse:Dei premi non me ne frega niente preferisco che dicano di me che sono simpatica.

Una carriera piena di soddisfazioni, la sua. Film dai titoli lunghi e complicati. E un amore assoluto per la musica, come ci spiega in questa intervista:

La musica per la Wertmüller non è solo un complemento del suo lavoro da regista. È parte integrante della narrazione, così come lo è – per sottolineare le sue belle parole – della vita. Colonne sonore di qualità, scelte con cura, condivise spesso con gli stessi musicisti,  costruite con una trama precisa ed efficace. Come quando affidò il compito di introdurre proprio Pasqualino Settebellezze e Enzo Jannacci, che crea un racconto nel racconto con la sua Quelli che.

Singolare la storia della colonna sonora di Film d’amore e di anarchia, scritta da Nino Rota. Canzone arrabbiata – che poi fu anche un successo discografico con Anna Melato che la portò a Canzonissima. Il brano ha un testo scritto dalla Wertmüller su un tema che Rota aveva già utilizzato, anni prima per la colonna sonora di Fantasmi a Roma. E’ l’inizio del film, con il monologo di Eduardo De Filippo.

Del resto già in passato Lina aveva scritto testi su musiche di Nino Rota, come il celebre sceneggiato tv Gian Burrasca, con Rita Pavone. Per poi firmare anche una delle hit italiane degli anni Sessanta, il Geghege, su musiche di Bruno Canfora.

Nel corso degli anni le musiche dei suoi film ne hanno regolarmente accompagnato e sottolineato il successo: qui vediamo ancora Mimì metallugico, con la colonna sonora di Piero Piccioni. E poi  la musica scritta da Tony Esposito per Un  complicato intrigo di donne, vicoli e delitti. Un film che inizia proprio con una canzone cantata dalla protagonista Isa Danieli. Mentre per “In una notte di chiaro di luna” la regista si affida agli Avion Travel, nell’anno in cui la band casertana vince il premio della critica a Sanremo con Dormi e sogna. 

Scelte attente e moderne, che evidenziano una personale passione per il mondo musicale, il suo amore per il canto: qui la sentiamo interpretare Imperiosa Marlene, da Notte d’estate con profilo greco.

E poi la capacità di scegliere tra musiche originali, canzoni e brani orchestrali con gusto e originalità. Come? Ce lo spiega lei stessa nel filmato.