Riveduti e scorretti: L’ispettore Barnaby

(di Giorgio Cavagnaro) Oggi parliamo di Inghilterra. Non della Londra cosmopolita o della compianta regina Elisabetta, però. E neanche del rock, fedele compagno di tante generazioni, o del calcio miliardario e scintillante di Liverpool e Manchester.

No, la scena di oggi è occupata dal caro, buon vecchio Ispettore Barnaby, poliziotto bonario e riflessivo ma di tempra risoluta, operativo nell’immaginaria contea di Midsomer. La rete televisiva La7, per ben quattordici anni tra il 2003 e il 2017, e poi quella tematica Giallo, visibile anche sul digitale terrestre al canale HD 38, devono molto a questo personaggio, protagonista di una serie ormai storica, arrivata alla 23esima stagione di produzione ITV e dimostratasi dunque capace  di riempire da sola palinsesti su palinsesti.

Il fascino e il successo della serie sono dovuti soprattutto a due ingredienti: il primo è  l’ambientazione, collocata in un’Inghilterra che più british non si può, fatta di vecchietti eccentrici, pub, fiere tradizionali di paese, partite di cricket ed echi di antiche, truculente leggende. In questo clima sempre al limite tra la paciosa quiete di campagna e l’inquietudine inevitabilmente da essa generata, accadono delitti efferati e inspiegabili, puntualmente risolti dal nostro ispettore con l’aiuto del suo devoto sergente. 

A dirla tutta, vista la longevità della serie nata nel lontano 1997 e tuttora in servizio effettivo, gli ispettori sono due: l’impareggiabile John Nettles (foto sopra), oggi ormai ottantenne, intorno alla tredicesima stagione ha lasciato il comando delle operazioni a un altro attore, il considerevolmente meno simpatico Neil Dudgeon (foto sotto). Un passaggio di consegne non certo indolore, per noi suiveurs affezionati al vecchio Tom Barnaby, alla sua dolce moglie Joyce e alla birichina figlia Cully, costretti ad accettare l’irruzione del secondo Barnaby, spacciato dalla produzione per il più spocchioso cugino John.

Ma tant’è. Cambiano i Barnaby e cambiano anche i sergenti, ben tre e quasi indistinguibili nel fisico alto e prestante e nei modi sempre educati e rispettosi dell’autorità del capo.

Non cambia invece il fascino perverso della contea di Midsomer, del suo clima poco piovoso, delle sue incantevoli villette e dei suoi boschi fitti di intrighi feroci e di insospettabili tresche tra amanti a un tempo glaciali e bollenti, come tradizione inglese comanda.

E noi lì, ben sapendo che, quando la programmazione tv perde colpi, accusando preoccupanti battute a vuoto, ci sarà sempre l’ispettore capo Barnaby (chiamatelo così perché ci tiene tantissimo) a farci compagnia.