Suoni in movimento: Quanti capricci!

Per il suo tredicesimo appuntamento la rassegna Suoni in movimento il 21 agosto (ore 16,30) sarà a Pettinengo al Museo degli Acquasantini (Chiesa di San Rocco frazione Livera via G.B.Maggia 6) con un concerto dal titolo emblematico di Quanti Capricci!: Roberto Noferini al violino e Donato D’Antonio alla chitarra che regaleranno momenti musicali capaci di combinare gusto sensibilità e virtuosismo. Reduci di recente da un fortunato CD dedicato a Paganini, da cui estrarranno per l’occasione due Sonate, Noferini e D’Antonio sono andati a cercare, nel particolarissimo repertorio per violino e chitarra, quei brani capaci di combinare con raffinatezza intensità musicale e abilità pirotecniche. In programma, quindi, Entr’acte di Jacques Ibert, ma anche la Sonata in mi minore op. 5 di Corelli che arricchirà il concerto con la sua cantabilità struggente del primo movimento per poi alternare movimenti ricchi di tutti quegli affetti e caratteristiche stilistiche del barocco. Come si anticipava, in programma anche la Sonata n.1 Op. 3 e la Sonata Concertata di Paganini, brani in cui Paganini esprime tutta la sua sapienza cameristica raggiungendo vette di altissimo dialogo musicale tra i due strumenti e grandi virtuosismi; A seguire uno sguardo al ‘900 con le Danze Rumene di Bela Bartok e, per concludere, il celeberrimo Histoire du tango di Astor Piazzolla.

Il concerto sarà incorniciato, come da tradizione, da due visite guidate: la prima alle 15,30 e la seconda, dopo il concerto, alle 17,30.

Ultimo degli appuntamenti in collaborazione con Storie di Piazza con il prologo Racconti di musica e di musicisti nell’interpretazione di Davide Ingannamorte.

I musicisti Donato D’Antonio e Roberto Noferini, hanno maturato notevoli esperienze internazionali sia come solisti che cameristi. Si costituiscono in duo in occasione di un concerto per Suoni dell’Appennino nel settembre 2007 e da allora si sono esibiti con regolarità all’interno di Rassegne, Festival ed eventi musicali in Italia ed all’Estero. Il loro repertorio comprende l’esecuzione delle maggiori opere per chitarra e violino. Nel 2021 hanno pubblicato per l’etichetta Tactus il loro primo lavoro discografico insieme, si tratta del CD dedicato a Nicolò Paganini la cui pubblicazione ha ricevuto ampi consensi sulla stampa specializzata con molti passaggi radiofonici tra i quali sul secondo canale della Radio Svizzera Italiana RSI e su Rai Radio 3.

Museo degli Acquasantini

Presso l’Oratorio di San Rocco, di origini seicentesche, sito nel centro storico di Pettinengo (frazione Livera), da giugno 2017 è allestito il “MUSA”: Museo della sacralità dell’acqua e degli acquasantini; il Museo ospita un’importante collezione di acquasantiere domestiche, espressione della devozione popolare, raccolta negli anni da Sergio Trivero (1933-2011), giornalista e bibliotecario biellese vissuto a Pettinengo, grazie anche alle donazioni di numerosi amici. La collezione, nel 2011, è stata lasciata in eredità al canonico Angelo Stefano Bessone, il quale nel 2016 l’ha donata al DocBi, Centro Studi Biellesi, associazione che si propone di studiare, conservare e mettere in valore l’identità e i beni culturali del Biellese. L’allestimento museale è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Comune e la Parrocchia di Pettinengo, le Associazioni del territorio Pacefuturo, Piccola Fata, Doc.Bi e la Pro loco di Vaglio Pettinengo, e grazie all’investimento iniziale da parte dell’amministrazione comunale e alle donazioni, che hanno permesso di avviare i lavori per il recupero dell’oratorio di San Rocco, operazione preliminare all’allestimento. Nel museo sono esposti oltre 650 acquasantini (scelti tra gli 850 che compongono la collezione), suddivisi per materia (ceramica, vetro, metallo, legno, stoffa, ecc.) o per tipologia; ove possibile sono narrate alcune storie legate agli oggetti. Un settore specifico è dedicato agli acquasantini di Oropa. Un video illustra il tema della sacralità dell’acqua. Le acquasantiere rappresentano un patrimonio di inestimabile valore, in quanto le più antiche risalgono fino al ‘600 ed alcuni esemplari sono realizzati in argento, altri in filigrana, altri ancora in vetro soffiato di Altare e di Murano. Il Museo è stato dedicato alla memoria di Sergio Trivero che per anni ha studiato (in collaborazione con Angelo Stefano Bessone) i vari aspetti della devozione popolare in ambito biellese, rivestendo un ruolo di primo piano nella crescita culturale e sociale di Pettinengo. L’eredità che ha lasciato al suo paese d’orgine, pertanto non consiste solo nella sua preziosa collezione di acquasantini, ma è anche morale e culturale, a seguito della sua ragguardevole attività di studioso e ricercatore.