Basta un poco di “Sugar” per fare grande l’industria musicale

(di Antonella Putignano) Piero Sugar , appena scomparso, è stato un pilastro non solo della discografia, ma di tutto quello che ruota intorno alla musica “commerciale”: il dentro e il fuori le quinte. Il produttore milanese, cresciuto all’interno di Messaggerie Musicali, la storica etichetta fondata dal padre e, poi, dopo l’acquisizione della Cgd di Teddy Reno, diventata la Cgd Sugar, ha contribuito, negli anni, con grande capacità e dedizione, a lanciare e a fare grande la discografia italiana.

Piero Sugar divenne dell’etichetta sia l’amministratore che il vice presidente, insomma: la vera anima dell’azienda di famiglia.  Fu proprio la Cgd Sugar a produrre il grande successo Nessuno mi può giudicare della ragazza dal caschetto d’oro, Caterina Caselli.  L’incontro con Piero Sugar non fu solo la svolta per la carriera dell’artista esordiente: nel 1970, infatti, si celebrarono le nozze tra la cantante e il giovane produttore editore.

Fu la stessa Caterina Caselli, nel 1989, a fondare l’etichetta discografica milanese Insieme Sugar, poi, semplicemente Sugar: una vera scuderia di talenti musicali e artisti. Tra i nomi lanciati dall’etichetta: Elisa, Andrea Bocelli, Avion Travel, Malika Ayane, i Negramaro, Raphael Gualazzi, Madame, Motta, Sangiovanni.  I funerali si sono svolti, in forma privata, il 13 giugno, presso la chiesa di San Marco a Milano.

La musica ha sempre bisogno di orecchio, e anche di un buon intuito, per investire, tanto. Anzi, parecchio.

Antonella Putignano