Parigi, Bataclan: dopo Mahmood, Sfera Ebbasta

(di Antonella Putignano) Sia fatta la volontà di Dio.”Inshallah”, disse Sting, citando il Corano, durante un’intervista dopo  il concerto al Bataclan di Parigi, il 12 novembre 2016, ad un anno da quel tragico, devastante, attentato terroristico del 2015. Novanta le vittime, per quella che doveva essere una serata di musica, allegria, nel segno del rock suonato dagli Eagles of Death Metal.

Il concerto del cantautore inglese fece riaprire le porte al teatro storico di Parigi, restituendo ai francesi un pezzo di storia, di intrattenimento, musica, spettacolo. Dopo Sting, fu l’artista Banksy a regalare al Bataclan una sua opera, La ragazza in lutto, realizzata, nel 2018, sulla porta di sicurezza della discoteca. L’opera, nel 2019, venne rubata e poi ritrovata, e riconsegnata, all’ambasciata francese, nel 2020.

Pochi giorni fa, a calcare il palco del Bataclan, è stato Mahmood. L’artista di origine egiziana che ha cantato, con molta emozione, anche in arabo, raccontando, così, come la musica e l’arte, in generale, debbano essere, sempre, testimonianza di Pace, di conciliazione, di inclusione. E che il terrorismo islamico non riguarda né la fede né la comunità religiosa.

Il teatro di Parigi, dopo i “brividi” di Mahmood, si prepara ad ospitare ancora un musicista milanese: Sfera Ebbasta, per la prima data del suo tour europeo. Il 6 maggio, sul palco del Bataclan, il rapper di Sesto San Giovanni non potrà che cantare pensando, oltre alla vittime di Parigi, anche a quella dolorosa vicenda di cronaca che lo ha visto protagonista, nel dicembre 2018. Prima di un suo concerto, a Corinaldo, nella discoteca La Lanterna Azzurra morirono e furono ferite diverse persone a causa di uno spray urticante spruzzato tra la folla: anche qui, le vittime furono giovani uniti dalla musica.

La riapertura del Bataclan, dopo l’attentato del 2015, è stata la maniera migliore per arginare la crudeltà del male, l’ingiustizia del dolore. In tempi di guerra, l’unica risposta, come diceva Lennon, “è l’amore”. Immaginiamo di dare un’opportunità alla Pace.

Antonella Putignano