Il sesso degli angeli: Pieraccioni e Ferilli come il diavolo e l’acqua santa

A quattro anni di distanza da Se son rose, Leonardo Pieraccioni torna nelle sale col suo nuovo film, Il sesso degli angeli, commedia da lui diretta e interpretata, dove veste i panni di un sacerdote, Don Simone, alle prese con la “scomoda” eredità costituita da una casa di tolleranza in Svizzera, lasciatagli dallo zio godereccio e dispettoso Waldemaro (un Massimo Ceccherini che gli appare solo in sogno). Scortato dal fedele sagrestano Giacinto (un convincente Marcello Fonte, premiato a Cannes nel 2018 per la sua interpretazione in Dogman di Matteo Garrone), il sacerdote va a Lugano per prendere possesso del lascito, di cui, inizialmente, non immagina neanche lontanamente la scabrosa destinazione d’uso. Qui s’imbatte nella sensuale tenutaria del “bordello” Lena (una Sabrina Ferilli sexy con ironia), e nelle varie “lavoratrici” del peccato che, com’è facile immaginare, prima o poi cercherà di redimere… sempre che riesca a sua volta a resistere alle tentazioni della carne.

Commedia degli equivoci, con quel tanto di pruriginoso che stuzzica senza cadere nella volgarità, il film scorre senza infamia e senza lode, come nello stile tipico del cineasta toscano. Che a proposito della possibilità di ripristinare un giorno le case chiuse si è detto decisamente favorevole, non foss’altro che per regolarizzare qualcosa che c’è sempre stato e sempre ci sarà.

Nel cast anche: Gabriela Giovanardi, Eva Moore, Maitè Yanes, Valentina Pegorer, Giulia Perulli e, con una apparizione flash alla fine della pellicola, il regista e attore Vincenzo Salemme, nelle vesti di un parente pronto a contendere a Don Simone la sua “scottante” eredità.